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Estate, il gusto anticrisi dei cibi pronti

Di Alessandra Moneti

ROMA - La cucina è una passione crescente per gli italiani, come dimostra il grande seguito di programmi Tv e social network a tema cibo, ma quando si tratta di mettersi a cucinare, tanto più d'estate, è fuga dai fornelli e boom di polli allo spiedo, insalate e sughi pronti. E il recente decreto interministeriale sui prodotti ortofrutticoli di quarta gamma (pronti al consumo), ha anche evidenziato l'importanza crescente delle insalate in busta. «In questo settore la nostra industria è leader in Europa - ha sottolineato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina -. Col provvedimento siamo intervenuti su un comparto molto importante dando, da una parte, la garanzia della sicurezza alimentare ai consumatori, dall'altra la certezza giuridica agli operatori». Il fatturato nazionale dell'ortofrutta di quarta gamma, i pronti al consumo, è di circa 770 milioni di euro, secondo quanto stima l'Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (Aiipa) che segnala tra i prodotti più richiesti nel carrello della spesa appunto le insalate mono-referenza e mix in busta. Sono in crescita osserva Domenico Stirparo, responsabile del Gruppo IV Gamma di AIIPA, le ciotole con assortimento di ingredienti non vegetali/vegetali e non freschi + condimento; in aumento anche i pronti da cuocere in busta (spinaci, minestrone). In tutta Italia le aziende di produttori di IV gamma sono circa 120, un comparto che sembra risentire meno della crisi, nonostante i tassi di crescita non siano più gli stessi di qualche anno fa. Tra gli scaffali della Gdo, le vendite delle insalate IV gamma a marchio Coop hanno avuto nel 2013 un trend di crescita totale del 2,7%, con un incremento del 6,5% nello specifico segmento delle insalate della linea bio. Il consumatore tipo di questi prodotti è principalmente alla ricerca di servizio, sicurezza e assortimento, ma anche il prezzo ha un peso. Nonostante il trend non positivo, interessanti performance di vendita sono delineate da Althea Spa che ha puntato sull'innovazione del packaging e sull'ampia gamma di sughi pronti e pesti per combattere la contrazione dei consumi. «Nel 2013 siamo l'unico brand in forte crescita - dice Andrea Grignaffini, il direttore commerciale della Spa con sede a Parma -, +8,3% rispetto all'anno precedente». Punta invece sull'idea di “cucina efficace” il sodalizio tra Valbona e il food designer Paolo Barichella che accompagna l'ingresso dell'azienda veneta nel comparto del fresco con i flan di verdure. «Ai consumatori più attenti agli aspetti salutistici ma anche al gusto e all'estetica offriamo uno spunto creativo - ha detto il marketing manager Federico Masella - che anche può aiutare le giovani coppie a introdurre le verdure nella dieta dei figli» ha sottolineato. E c'è anche chi organizza cene conviviali senza neanche mettere piede in cucina. Cresce il numero degli chef a domicilio, se ne contano a centinaia, da Nord a Sud, tra gli associati di Amico Cuoco, personal chef AipcdItalia o “Cuoche a domicilio DomesticCookers”. Con “Takeaway online, Don't Cook Just Eat It”, che già dal nome sembra cavalcare la crescente pigrizia degli italiani in cucina.

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