home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Rifiuti all'estero e decadenza dei sindaci: ecco cosa prevede l'ordinanza di Musumeci

La norma non fa sconti: la mancata trasmissione del contratto di trasferimento dell'immondizia entro il 31 luglio costituisce grave violazione

Rifiuti all'estero e decadenza dei sindaci: ecco cosa prevede l'ordinanza di Musumeci

PALERMO - I comuni siciliani potrebbero essere commissariati già a fine mese. Lo prevede l’articolo 3 dell’ordinanza sul ricorso temporaneo a forme speciali di gestioni dei rifiuti, emanata dal commissario per l’Emergenza e presidente della Regione Nello Musumeci il 7 giugno scorso. La norma, infatti, impone ai 390 enti locali dell’Isola l’obbligo di trasmettere entro il 31 luglio al Dipartimento regionale all’Acqua e rifiuti i contratti stipulati con una delle quattro società che hanno risposto all’appello della Regione sul trasporto dei rifiuti fuori dalla Sicilia.

La mancata trasmissione in caso del contratto o del provvedimento - si legge al comma sette dell’articolo 3 dell’ordinanza - di cui al comma precedente (che fissa il termine del 31 luglio, ndr) costituisce grave violazione e comporta l’avvio dell’intervento sostitutivo del Comune omissivo e l’attivazione delle procedure di decadenza degli organi comunali.

All’appello della Regione per il trasferimento dei rifiuti fuori dall’Isola, scaduto lo scorso 1 giugno, hanno risposto appena 4 società, ma l’esito è stato reso noto, con oltre un mese di ritardo, solo la scorsa settimana: il 6 luglio. Non solo, l’avviso di manifestazione di interesse pubblicato sul sito della Regione con i nomi delle società disposte a trasferire i rifiuti siciliani altrove non contiene né indicazioni sui costi di conferimento per tonnellata in media gli enti locali dovranno pagare alle società, né la destinazione. Nel frattempo ai comuni vengono concesse appena due settimane per procedere alla stipula dei contratti e inviare i plichi alla Regione. 

L'ordinanza quindi non fa sconti. Se i sindaci decadranno o meno si vedrà. Quel che è certo che, con le nuove regole potrà andare i discarica solo il 70% dei rifiuti. Ma il grosso degli adempimenti attiene sempre agli obblighi delle percentuali della raccolta differenziata da parte dei Comuni.

Viene riscritta, ed è questo il punto, la narrazione dei rapporti tra Regione, «l’arbitro, non il giocatore», ricordava Musumeci nei mesi scorsi e gli enti locali. Del resto, proprio all’interno dell’ordinanza tra le premesse si legge: «Le percentuali più basse di raccolta differenziata si riscontrano nelle 4 grandi città dell’isola (Palermo, Catania, Messina e Siracusa con popolazione sopra i 100mila abitanti) che sommano al 25% della popolazione e al 30% dei rifiuti prodotti nell’isola e che si attestano al 10-11% di raccolta differenziata».

Numeri che cambiano, incidendo però nel totale solo fino a un certo punto, per 180 Comuni siciliani (per una popolazione complessiva di un milione e mezzo di abitanti) che nell’ultimo trimestre del 2018 hanno raggiunto in termini di raccolta differenziata una percentuale superiore al 35%.

La sensazione, sfumata e sotto traccia è che «il conflitto senza precedenti», invocato per bocca di Orlando, ma che tiene sulla stessa posizione molti amministratori locali, sia la controffensiva dei sindaci per uscire dalle corde e trovare una terza via, se non tra deroghe, visto il contenuto tassativo dell’ordinanza, tra soluzioni intermedie da mettere a punto.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa