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Camera, ok all'emendamento che salva la sede del Tar di Catania

Via libera dalla commissione Affari costituzionali

Di Redazione

Salvo il Tar di Catania. La commissione Affari costituzionali della Camera ha infatti approvato l'emendamento al dl sulla pubblica amministrazione che salva le sezioni staccate del Tar che si trovano nelle città sedi di corti d'appello e quindi Salerno, Reggio Calabria, Lecce, Brescia e Catania. Un provvedimento accolto con sollievo a Catania visto che la sede etnea del Tar, dal punto di vista dei carichi di lavoro, è il terzo d'Italia, dopo quelli di Roma e di Napoli, e il secondo per carichi pendenti dopo quello di Roma. Serve inoltre cinque province siciliane su nove, più di metà della Sicilia, in un territorio dove ricadono tre Corti d'appello.

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IL COMMENTO DEL SINDACO ENZO BIANCO. «È stata la vittoria di una strategia partita da lontano – ha detto il sindaco Enzo Bianco - visto che già il 23 giugno scorso avevamo chiamato a raccolta nel Palazzo degli elefanti la deputazione e le forze sociali ed economiche dell'intera Sicilia orientale. Tutti avevano sottoscritto un documento inviato a Napolitano, a Renzi, ai ministri competenti e ai gruppi parlamentari e in cui si spiegava come la soppressione del Tar non rispondesse ad alcun requisito di risparmio ed economicità. È stata una battaglia vinta con il concorso di tutti, dai parlamentari di ogni forza politica al mondo produttivo della Sicilia orientale, che in queste settimane hanno fatto fronte comune».

IL COMMENTO DI GIUSEPPE BERRETTA (PD). «Sono estremamente soddisfatto per l'esito del voto - afferma Berretta - che permette anche a Catania di salvare la sezione del Tar: è una vittoria per tutta la nostra città. Aver vinto questa battaglia in Commissione ora dà molta fiducia per l'approvazione definitiva del testo che andrà in Aula. La salvaguardia del Tar di Catania è un'esigenza molto sentita non solo dagli operatori del sistema giudiziario ma da tutti i cittadini delle province della Sicilia orientale, che sarebbero fortemente penalizzati dalla chiusura di questo importante e fondamentale presidio di legalità».

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