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Varato il “ddl Montalbano”: aiuti alle fiction che promuovono l'Isola

Il fondo per le produzioni audiovisive che valorizzano la Sicilia partirà con una dotazione di 200 mila euro. Ma il disegno di legge non riguarda solo la serie televisiva sul commissario di Vigata
Di Redazione

PALERMO - Produzioni come quella de «Il commissario Montalbano» saranno riconosciute dalla Regione siciliana come di valore culturale ed interesse regionale perché oltre a valorizzare i luoghi dell'Isola contribuiscono a far conoscere la storia, l'arte, le tradizioni, gli usi, i costumi, la letteratura e ogni aspetto della vita sociale dell'isola. È questo il filo conduttore del cosiddetto “ddl Montalbano, presentato oggi dall'assessore al Turismo della Regione siciliana, Michela Stancheris. «Si tratta di interventi in favore delle produzioni audiovisive seriali con carattere ciclico e continuativo» spiega il deputato regionale Nello Dipasquale, che si era attivato nei giorni scorsi non appena si era paventato il rischio del trasferimento della popolare fiction dalla Sicilia in Puglia. «È l'inizio di un percorso che la Regione intende avviare seriamente con le grandi produzioni cinematografiche che, proprio come Monltabano, valorizzano l'isola divenendo enorme strumento di promozione» assicura il parlamentare.   Il «ddl Montalbano» prevede, infatti, l'istituzione di un «Fondo produzioni audiovisive seriali con carattere ciclico e continuativo», - che parte con una dotazione di 200 mila euro - che servirà ad offrire un sostegno ai film che abbiano un pregresso di produzione e programmazione almeno triennale e che siano già inseriti nei palinsesti di emittenti televisive aventi una diffusione almeno nazionale. Per ciascun singolo episodio, non inferiore ai 45 minuti, l'aiuto economico sarà di 50 mila euro. Possono accedere al fondo imprese di produzione audiovisiva titolari di progetti produttivi seriali che siano girate prevalentemente in Sicilia con presenza di location siciliane pari ad almeno il 51% del montato definitivo di ogni singola serie (e non necessariamente di ogni singolo episodio); che impegnino un cast tecnico composto almeno dal 51% di maestranze siciliane.   Ed ancora che abbiano generato ricadute sull'indotto economico del territorio sia in termini di spesa diretta che di valorizzazione e promozione dell'Isola e che siano iscritte al Registro delle eredità immateriali istituito presso l'assessorato regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana. «Sarà adesso necessaria la redazione di un apposito regolamento non appena la legge diventerà operativa - conclude Dipasquale -, ma sicuramente si è tracciata una strada positiva che rappresenta un segnale importante in favore delle case di produzione cinematografica».

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