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SICILY IN A DAY Nel film di Salvatores la voglia di raccontarsi di tanti siciliani

L'emozionante opera realizzata con le immagini girate da semplici cittadini
Di Ombretta Grasso

Ci siamo tutti dentro questo racconto collettivo della nostra vita: rannicchiati sotto le lenzuola o scatenati a una festa, disoccupati o innamorati, soli e lontani da casa o commossi davanti a un bimbo che nasce e ci fa correre nel futuro. Tutti parte di un viaggio comune. Siamo sulla nave cargo che taglia l'oceano in tempesta e sembra un'astronave e siamo a bordo della navicella spaziale con l'astronauta siciliano Luca Parmitano a guardare da lontano la Terra, a bocca aperta. Forse per questo il cuore batte così forte e ci si commuove, si ride, si piange e non ci si sente mai soli guardando Italy in a day, il racconto corale di una giornata degli italiani firmato dal regista Gabriele Salvatores che ha curato l'edizione italiana di un progetto del regista Ridley Scott. Un emozionante film realizzato con le immagini girate da semplici cittadini (con smartphone, telecamere, fotocamere...) il 26 ottobre 2013. Ben 44.197 video per oltre 22mila ore, da cui sono stati selezionati e montati 632 filmati. Il film, nelle sale per un giorno martedì scorso, andrà in onda su Rai3 sabato sera alle 21. Ma non immaginatelo come un gigantesco selfie, non c'è esibizionismo nelle immagini, ma tenerezza, ironia, denuncia, paure, voglia di raccontarsi, il bisogno di partecipare e condividere i propri sentimenti. Ci sono i giovani a cui è stata cancellata le linea d'orizzonte del futuro ma che non smettono di cercare la propria direzione, la solitudine di un pensionato che sente di poter ancora essere utile, l'anziana mamma che non ricorda più i nomi dei figli («ti chiami Gabriele, sei un angelo? », «no mamma», «ma lo puoi diventare... »), la ragazza all'estero che dice: «Voglio stare a Palermo, voglio che i miei figli nascano là», il medico che assiste i malati terminali e quello che salva bimbi in Kurdistan, l'imprenditore calabrese che vive in 20 passi perché ha denunciato la ‘ndrangheta. A creare pezzi di questo enorme mosaico ci sono i video di 35 siciliani, dei quali 21 catanesi perché quel 26 ottobre l'Etna regalò una spettacolare eruzione, una metafora delle possibilità dell'energia, di un'Italia che esplode, ma non si rassegna. E proprio l'eruzione dell'Etna è protagonista dei video dei catanesi Margherita Valvo, Ilaria Monaco, studentessa di Geologia, Marco Restivo, Lea Tomaselli, ed Elena Correnti di Messina, oltre a quelli già citati nel resto della pagina. E l'Etna fa da sfondo anche alle evoluzioni di Fausto Vicari, 15 anni, di Mascalucia. Ai quali si aggiungono i filmati dei catanesi Giuseppe Cardaci, Pietro Novello, Alfio Ossino, Aldo Botano. E ancora c'è “la giornata “momentanea” dell'ennese Sandra D'Italia, la famiglia allargata del palermitano Vincenzo Romano, le domande di Fausto Sammartano di Trapani, la notte del ragusano Fabrizio Savasta, e i video di Fabrizio Sergi (Me), Giovanni Gaetani Liseo (Ag) (da domani foto e storie su lasicilia. it). Frammenti di storie quotidiane - minuti, pochi secondi, persino solo un fotogramma - in cui tutte queste persone sembrano prendersi per mano, ciascuno mettendo un volto, una parola, una lacrima, un momento di gioia, una immagine della propria casa o del proprio mondo, per creare un incredibile diario emotivo che segue un andamento temporale. Ed è con una lode all'esistenza, al fatto di “esserci” che si chiude il film. Un ragazzo sfocato in mezzo alle luci dei margini di una città dice: «Se vi state emozionando è giusto, perché quello che ci succede è fantastico. La vita è bellissima».

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