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Flash mob dei non udenti in favore della lingua dei segni

Tra gli sguardi stupiti e incuriositi della gente si è aperto un vero esempio di integrazione tra sordi ed udenti di ogni età; tre generazioni unite in questa mission volta a sensibilizzare la politica sulla “lis”
Di Redazione

PALERMO - Si è tenuto, in piazza Politeama a Palermo come in altre 20 città d'Italia, davanti il Teatro Massimo, un flash mob a favore della Lis (lingua dei segni italiana). Tra musica, passi di danza e «segni», un messaggio chiaro e diretto si innalzava tra la folla: «Vogliamo - dice una nota degli organizzatori - che la Lingua dei segni Italiana venga riconosciuta e, con essa, anche i ruoli dell'Interprete Lis e dell'Assistente alla comunicazione Lis». Tra gli sguardi stupiti e incuriositi della gente si è aperto un vero esempio di integrazione tra sordi ed udenti di ogni età; tre generazioni unite in questa mission volta a sensibilizzare i cittadini italiani e le forze politiche all'attualizzazione di un principio fondamentale (quello dell'integrazione appunto) così tanto reclamato dalla Legge 104 del ‘92.   «Una quarantina tra sordi e non, ha messo in scena questo spettacolo - dicono i portavoce dell'iniziativa palermitana Salvina di Gangi e Miriam Di Paola - Vogliamo attirare l'attenzione della gente e della politica, affinché la Lingua dei Segni Italiana (LIS) diventi seconda Lingua nazionale, che il ruolo dell'Interprete LIS venga riconosciuto e che l'Assistente alla Comunicazione abbia un inquadramento professionale chiaro e fuori dalle logiche della precarietà. È triste da ammettere- concludono Di Gangi e La Rosa - ma l'Italia è uno di quei pochissimi Paesi in Europa che non riconosce ancora la Lingua dei Segni e le figure professionali ad essa correlate».

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