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Le elezioni regionali bis nel Siracusano Gennuso “scalza” Gianni, Marziano rieletto

Ma sul voto a Rosolini e Pachino sarebbero già pronti i ricorsi
Di Redazione

ROSOLINI - Mini test elettorale, tra conferme e bocciature, nel Siracusano, dove si è votato in nove sezioni dei comuni di Rosolini e Pachino. I cittadini sono stati chiamati a ripetere il voto delle regionali di due anni fa, come disposto dal Consiglio di giustizia amministrativa per presunti brogli dopo il ricorso del candidato Giuseppe Gennuso, che nel 2012 non ce l'aveva fatta per una manciata di voti. Stavolta invece è stato eletto: l'ex deputato dell'Mpa Giuseppe Gennuso torna quindi all'Assemblea regionale siciliana, subentrando a Pippo Gianni, esponente del Pdr, Partito dei democratici per le riforme, che perde il seggio. E nella sfida interna al Pd, invece, la spunta Bruno Marziano dei cuperliani, rieletto con uno scarto di pochi voti, che ha avuto la meglio sul compagno di partito Gianni Cafeo dell'ala renziana. Riconferma anche per gli altri deputati regionali, tra questi Vincenzo Vinciullo del Pdl e Giambattista Coltraro del Megafono.   Ma su questa particolare mini-elezione penderebbero già i ricorsi di bocciati, trombati ed estromessi. E sarebbe la prosecuzione dei tanti veleni che hanno caratterizzato la campagna elettorale il deputato “cuperliano” Bruno Marziano (Pd) ha addirittura accusato di voto di scambio il governatore Rosario Crocetta, “colpevole” di avere cooptato nella sua giunta, qualche giorno fa, Piergiorgio Gerratana, esponente dei “renziani” proprio di Rosolini e big sponsor del secondo dei non eletti nella lista dei democratici che puntava a soffiare lo scranno proprio a Marziano.   Crocetta però prova a tirarsi fuori da queso clima: «Non mi sono occupato per nulla delle elezioni suppletive nel siracusano: troppi veleni», ha detto commentando l'esito del voto. Proprio oggi sia Raciti che Cracolici avevano duramente criticato Crocetta. «Mi chiedo quante altre volte il Presidente della Regione intenderà piegare il suo governo ad interessi elettorali e di parte, e quante altre volte dovrà essere sconfitto per capire che la sua “rivoluzione di carta” è bocciata dai siciliani, e così non si può andare avanti», aveva detto Cracolici.

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