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Palermo, Ciancimino a giudizio per calunnia

Di Redazione

PALERMO - I legali di Massimo Ciancimino, rinviato a giudizio con l'accusa di calunnia nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e dell'ex componente del Sisde Lorenzo Narracci, in una nota dicono che per l'imputato «è caduta l'aggravante di aver voluto favorire Cosa Nostra, che per noi era l'accusa più infamante e grave». Un'accusa, dicono gli avvocati Francesca Russo e Roberto D'Agostino, che «il giudice ha ritenuto del tutto insussistente, rilevando che la mole di materiale agli atti nel fascicolo delle indagini preliminari così come la documentazione acquisita in udienza preliminare ‘non consentono di ritenere dimostrata, ed invero neppure di desumere, l'aggravante dell'art. 7... senza che agli atti vi sia alcun elemento che in qualche modo dimostri una certa contiguità, in tutti questi anni, tra la persona del Ciancimino e gli interessi di cosa nostra». I legali di Ciancimino aggiungono: «Il gup in realtà si è limitato, come spesso fanno i giudici, a disporre il rinvio a giudizio accogliendo senza commenti le richieste del pm, con l'eccezione dell'art. 7 su cui ha motivato. Per il resto dunque le accuse rimangono cristallizzate a quelle di quattro anni fa, quando nel dicembre 2010 il nostro assistito fu iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Caltanissetta. Nessuna novità, dunque, nessuna bufala svelata, come improvvidamente titolano i principali quotidiani nazionali, l'unica novità è una parziale vittoria della difesa Ciancimino».

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