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Regione, entro martedì la nuova giunta «Ma Scilabra e Borsellino non si toccano»

Il governatore Crocetta come San Paolo: «Dal male nasce il bene»
Di Redazione

PALERMO - «Diceva San Paolo “dal male nasce il bene”. La crisi di governo ci deve servire per rilanciare un'azione politica più alta». Parola del governatore Rosario Crocetta che - incontrando i giornalisti a Palazzo dei Normanni - cita il Santo per descrivere il delicato momento della politica siciliana dopo l'azzeramento della sua giunta. Il presidente della Regione ha più volte sottolineato che la Sicilia «non può permettersi una crisi di governo lunga» e ha detto di credere che «prima di martedì, quando l'Ars tornerà a riunirsi, debba essere conclusa». «Ma deve essere chiaro però - ha aggiunto - che fra tre mesi, sei mesi, anche se cambiano gli assetti interni dei gruppi io non procederò ad un altro rimpasto. Quindi facciano le scelte definitive perché io voglio rapidamente un governo che governi per tre anni».   Ieri la coalizione di maggioranza ha deciso che in giunta non ci saranno deputati e che il 50% degli assessori sarà donna e parlando delle “trattative” in corso il governatore ha spiegato che l'«azzeramento non significa che chi c'è stato non possa restare». Il riferimento chiaro è sembrato all'assessore alla Formazione Nelli Scilabra e all'assessore alle Sanità, Lucia Borsellino. Crocetta non le ha citate ma ha detto chiaramente di voler difendere «linea politica intrapresa sulla Formazione e sulla Sanità», riferendosi ai tagli agli sprechi. Crocetta ha detto anche che «i nomi della giunta andranno concordati con i partiti», di essere eventualmente disposto «a modificare le deleghe ma solo dinanzi a scelte condivise» e di aver trovato «forti condivisioni» nel vertice di maggioranza di ieri sera. Ai giornalisti che hanno domandato cosa chiederà domani al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in visita a Palermo, il presidente della Regione ha affermato che «in uno scenario di spreco della risorse» proprorrà «un piano di rientro pluriennale con impegni reciproci in cui la Regione deve fare la sua parte».

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