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La crisi senza fine della grande distribuzione Anche Sma licenzia: 122 gli esuberi in Sicilia

Dopo la mobilità alla Coop, altra pesante vertenza in 5 province
Di Mario Barresi

CATANIA - Nella traballante trincea della difesa del lavoro nella grande distribuzione in Sicilia si apre un altro pericoloso varco. Dopo Coop Sicilia che ha annunciato la mobilità per molti suoi dipendenti, ora è la Sma Spa che ha ufficializzato «l'intenzione di voler dare avvio alla procedura di riduzione di personale, ritenendo in esubero 122 unità impiegate sui punti di vendita del territorio siciliano», che occupano 1.001 persone in 36 strutture nelle province di Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani. La (pessima) notizia è stata messa nero su bianco in una raccomandata partita dalla sede amministrativa siciliana di Misterbianco e giunta ieri a destinazione: assessorato regionale al Lavoro, Uffici provinciali del lavoro, Rsu dei punti vendita e sindacati di categoria. Il motivo della scelta? L'insieme di crisi e contrazione dei consumi, che provoca «una significativa riduzione dei livelli di redditività aziendale e la conseguente, crescente, incidenza dei costi di struttura». Riduzione che Sma definisce «particolarmente negativa» in Sicilia. Con numeri pesanti: 12,6 milioni di contrazione delle vendite nel 2013 (-5,3% rispetto al 2012); nei primi nove mesi del 2014 la riduzione dei volumi di vendite lorde è stato di altri 8 milioni (-4,8%) rispetto all'anno precedente. Medesimo trend anche nel risultato operativo netto corrente: 1,8 milioni di perdite nel 2013 rispetto ai 12 mesi precedenti; quasi altri 1,2 fra gennaio e settembre di quest'anno. E anche per il cosiddetto “cash flow” (ovvero il flusso di liquidità di cassa dato dalla differenza fra incassi e uscite) i numeri sono disastrosi: -2,3 milioni nel 2013, -2 milioni a settembre 2014.   Le vie d'uscita? «Procedura di riduzione del personale» e «conseguenti licenziamenti di natura collettiva» sono frasi - costellate di articoli, comma e leggi - che lasciano poco spazio alla fantasia. Questo il dettaglio dei licenziamenti previsti in Sicilia. Nella sede amministrativa di Misterbianco (54 unità in tutto) viene considerato in esubero un impiegato di 1° livello. In tutto 7 gli invece gli esuberi a Siracusa: 4 nel punto vendita di via Tisia (un direttore, un capo reparto, un commesso di 3° livello e un addetto alle operazioni ausiliare di vendita) e 3 in quello di via Scala Greca (un commesso specializzato e 2 addetti alle operazioni ausiliarie alla vendita). Sempre nel Siracusano, altri tagli a Lentini (in tutto 4: direttore, un commesso specializzato e due ausiliari alle vendite) e a Priolo (un commesso specializzato e un addetto ausiliario). Pesante il risvolto sotto il Vulcano.   A Catania, fra città e hinterland, è un bollettino di guerra. Nei due supermercati di Mascalucia sono in tutto 4 i lavoratori a rischio: un commesso e 2 ausiliari in via per Tremestieri; un comesso in via Giuffrida. Cinque gli esuberi ad Acireale: un capo reparto, 2 commessi e 2 ausiliari alle vendite. Tre commessi a rischio nell'ipermercato di piazza Tivoli, mentre questa è la mappa del capoluogo etneo: 3 esuberi in via Giacomo Leopardi (un capo reparto e 2 ausiliari alle vendite); 2 addetti ausiliari alle vendite in via Fabio Filzi; 3 lavoratori in viale Vittorio Veneto (direttore, un commesso e un ausiliario), 2 adetti ausiliari in via Patanè Romeo, 3 unità in viale Mario Rapisardi (un capo reparto, un commesso e un ausiliario). Ma i tagli più pesanti sono nei punti vendita di corso Sicilia (8 lavoratori, di cui un capo reparto di 1° livello, due capi reparto di 2°, 2 commessi specializzati e 2 ausilieri) e di Ognina (6 esuberi: un capo reparto, 2 commessi e 3 ausiliari). Anche a Palermo Sma ha stilato una lunga lista di licenziandi: 2 ausiliari nel punto vendita di via Alfieri; 2 commessi e 4 ausiliari alla Zisa; 3 commessi e 3 ausiliari in via Oreto Nuova; un capo reparto, 2 commessi e 4 ausiliari in via dei Nebrodi. Anche in provincia, a Bagheria, un commesso e un ausiliario nella “lista nera”. Stesso dicasi per Trapani: 4 addetti ausiliari alle vendite, equamente distribuiti fra via Calvino e zona industriale; 3 esuberi a Erice (direttore e 2 ausiliari). Nemmeno Messina è esente dai tagli. Con questa mappa di licenziandi: 4 a Contesse (un capo reparto, 2 ausiliari, un commesso); 6 a Tremestieri (un capo reparto, un commesso e 4 ausiliari); 5 in viale Regina Elena (tutti addetti ausiliari alle vendite); 6 a San Martino (4 ausiliari e 2 commessi); 12 ausiliari, 4 a testa per via Palmara e via Consolare Pompea e via Maregrosso. Anche la provincia messinese paga un tributo di lavoratori: 6 esuberi a Sant'Agata di Militello, di cui 2 commessi e 4 ausiliari. «Rappresenteremo tutta le nostra contrarietà ai licenziamenti nel corso dell'esame congiunto», afferma senza mezzi termini Mimma Calabrò, segretario regionale della Fisascat-Cisl. Aggiungendo che «i percorsi attuabili per la Fisascat sono esclusivamente legati all'esodo volonario e incentivato». Adesso, comunque, bisogna «trovare soluzioni atte a fronteggiare le riduzioni di fatturato con strategie di rilancio, piuttosto che pensare che la crisi debba essere fronteggiata solo attraverso i licenziamenti. Non è accettabile che a pagare siano sempre i lavoratori».   La strategia del sindacato? «Chiederemo all'azienda, nel corso dell'incontro, il piano industriale atto a ritrovare misure che possano fronteggiare le criticità rappresentate».   twitter: @MarioBarresi

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