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Etna, impianti chiusi per il Covid ma è la stagione per “conoscere” la montagna

Di Chiara Mazzaglia

Tra i diversi settori compromessi dalla pandemia ci sono la stagione sciistica e l’andamento dell’economia di montagna. Sul versante sud dell’Etna, infatti, il turismo si è fermato. E lo ha fatto anche l’indotto in quota che non può più contare su una fetta di guadagno essenziale come quella legata al periodo delle vacanze di Natale. La domanda che ha interessato le località sciistiche italiane più rinomate interessa anche Etna Sud: sciare sì o sciare no durante le vacanze? Le attuali disposizioni, varate per fronteggiare l’emergenza da Covid 19 e contenute nel Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 3 dicembre, prevedono la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici fino al 6 gennaio. Quindi, chiusi gli impianti di risalita e chiuse le piste di discesa. Sono consentite, però, le attività sportive da praticare all’aperto, in solitaria, mantenendo le opportune distanze di sicurezza, una su tutte una passeggiate con le ciaspole. Per gli sportivi più allenati via libera allo sci di fondo e allo sci alpinismo. Chiaramente, non nei giorni del 25, 26 dicembre e primo gennaio poiché è vietato spostarsi fra un comune e l’altro.

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Negli ultimi anni, proprio nella stazione Etna Sud si sono vissute stagioni “lampo”, la neve è arrivata sempre in netto ritardo ed è finita sempre con troppo anticipo. Ma quest’anno, come se non bastassero le conseguenze legate alle restrizioni in vigore e le relative polemiche, ci si mette anche la beffa delle condizioni meteorologiche che lasciano presagire l’arrivo imminente del giusto manto nevoso. Proprio in questo periodo che gli impianti devono restare chiusi. Eppure c’è chi è pronto a vedere il rovescio della medaglia. «Per quanto riguarda lo sci di discesa, a mio parere, la situazione legata alle restrizioni non incide molto - afferma Marco Puleo, maestro di sci alpino e guida alpina -.

Negli anni scorsi, infatti, in questo periodo sull’Etna non si è potuto sciare a causa della mancanza di neve. Se davvero si riaprisse tutto dal 7 gennaio, in sostanza cambierebbe poco». Per fortuna, sull’Etna resta la possibilità di praticare lo sci di fondo lungo gli anelli delle piste di Piano Vetore. «Anche se, in generale, lo sci sembra non essere più lo sport di punta ad Etna sud – dice Antonio Rizzo, maestro di sci di fondo - con le restrizioni in vigore fino al 6 gennaio, buona parte del lavoro in quota è compromesso. Per nostra fortuna, lo sci di fondo si può praticare perché permette di mantenere le distanze di sicurezza. La nostra scuola sci ha preparato tutto: la pista è tracciata ed il battipista è pronto ad entrare in azione. Non ci resta che aspettare la giusta quantità di neve che speriamo arrivi presto». E resta anche la possibilità di praticare lo sci alpinismo salendo con il giusto equipaggiamento in alta quota, essendo disposti a fare un po’ di fatica. «Un’altra possibilità, che poi è la quintessenza del vulcano d’inverno, è lo sci alpinismo - continua Marco Puleo -. Un tipo di sci che sull’Etna si può praticare facilmente e per un periodo più lungo, sia perché in alta quota la neve c’è fino al mese di aprile, sia perché è possibile spostarsi lungo i diversi versanti. Che poi, a dirla tutta, lo sci è uno sport in solitaria che già in virtù dell’equipaggiamento richiesto garantisce un’adeguata protezione in questa situazione di pandemia». Ed in una giornata festiva come quella dell’Immacolata, che solitamente dà un assaggio della pausa natalizia, fa strano vedere il Piazzale del Rifugio sapienza vuoto e molti dei negozietti dei souvenir chiusi. Tutto comincia ad essere imbiancato ma, purtroppo, ancora semideserto.

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