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«Così cambieranno le ferrovie in Sicilia» Ma su alta velocità e Ponte cala il buio fitto

Intervista con l'amministratore delegato di Fs, Michele Mario Elia
Di Mario Barresi

CATANIA - Affossa diplomaticamente il Ponte: «Il servizio ferroviario sullo Stretto è coperto, abbiamo comprato una nuova nave e c'è in programma l'acquisto di un'altra a breve scadenza. Se il Ponte si farà è un problema politico, sociale, ambientalista basato sulle scelte del governo centrale e sulle sensibilità delle comunità locali. Non è una questione al nostro ordine del giorno». Parola di Michele Mario Elia, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, intervistato da Giorgio Mulè, direttore di Panorama, ieri pomeriggio a Catania, nell'ambito dell'ultima giornata di “Panorama d'Italia”.   LA PALERMO-CATANIA Ma Elia, al ruolo di ad nelle Fs («Dicono tutti che è un mostro, ma per me è un mostro bellissimo: ci lavoro da quarant'anni»), assomma «senza alcuna indennità aggiuntiva», quello di commissario straordinario della linea Palermo-Catania, una delle opere inserite nello “Sblocca Italia”. E quindi gli tocca ammettere i ritardi che ha trovato sul proprio tavolo al momento dell'insediamento: «L'attuale tratta ferroviaria Palermo-Catania diciamo che non esiste: eppure sarebbe la cosa più importante da rifare in Sicilia. Adesso sarà la volta buona». Con un cronoprogramma preciso, seppur oggettivamente un po' troppo ambizioso: «Ci vorranno quattro anni per terminare i lavori: non si tratta di opere molto complesse. Stiamo valutando anche la possibilità di interrompere i collegamenti ferroviari esistenti per qualche tempo, in modo da accelerare ulteriormente». In questo caso, prevede il numero uno delle Ferrovie dello Stato, il collegamento tra Catania e Palermo sarebbe assicurato da un potenziamento del servizio di autobus. Entro novembre 2015 dovranno cominciare i cantieri nel tratto da Catania a Raddusa», rivela Elia. Che, pur sottolineando che «non c'è alcun sovraccosto nella realizzazione», conferma che l'idea prevalente è quella di un percorso che non prevede 50 chilometri di gallerie sulle Madonie e che invece tocca Enna e Caltanissetta. «Mi sembra giusto rispettare l'idea delle comunità, che segnalano come queste due città siano fortemente interessate al collegamento con Catania e Palermo».   GRANDI INVESTIMENTI Nell'isola, spiega Elia, il governo ha previsto grandi investimenti: «Sul piatto ci sono circa 2,2 miliardi», dettaglia. Parlando di «opere prioritarie» come il nodo di Palermo, la velocizzazione della Catania-Siracusa con circa 80 milioni di progetti, la riduzione dei tempi di percorrenza della Catania-Messina, «sia con interventi infrastrutturali, sia pensando a ridurre anche qualche fermata», con l'obiettivo di far viaggiare i passeggeri da Messina a Siracusa «in un'ora e 50 minuti a fronte delle attuali due ore e 20 minuti». Decisiva in questo contesto la firma del contratto di servizio con la Regione: «Stiamo inoltre lavorando con il governo regionale per individuare le necessità delle varie città e dei territori» spiega l'amministratore delegato delle Fs. Ricordando l'esempio dell'Emilia Romagna, che ha chiesto 80 treni nuovi, «però 20 li comprano loro».   ALTA VELOCITÀ E PONTE All'incontro è intervenuto Enzo Bianco, sindaco di Catania. Affrontando il tema delle infrastrutture, il primo cittadino etneo ha chiesto a gran voce il potenziamento della Salerno-Reggio Calabria su rotaie: «Sarebbe il primo passo per poi dare il via al Ponte sullo Stretto di Messina: so che parte del governo è contrario, ma io non avrò paura di far sentire la mia voce a Roma». Elia ha risposto freddamente alla provocazione di Bianco. Glissando pure sull'alta velocità da Salerno allo Stretto: «Ci sono numerosi tratti in cui si viaggia a 180 chilomentri all'ora. Manca il tratto Ogliastro-Sapri, un progetto significativo. Ma costa un botto». Bianco ha pure accolto «con grande soddisfazione» la conferma da parte di Elia sulla scelta tecnica nel progetto del nodo Catania: «Fra l'ipotesi che prevedeva il mantenimento dell'attuale percorso e quello che prevede l'interramento è prevalsa la seconda - spiega Elia - anche se c'è un costo di 100 milioni in più. Passare dal porto e raggiungere Acquicella con una galleria sotto il mare costa infatti 610 milioni, compreso l'interramento di Catania».   Gradevole il siparietto, subito dopo l'annuncio di Elia sull'imminente lancio della Roma-Milano con treni che andranno a 350 chilometri all'ora (tempo di percorrenza 2 ore e 40 minuti), con lo stesso sindaco di Catania. Che ricorda il suo primo viaggio in treno: «Avevo tre anni, sessant'anni fa: da Catania a Torino con il Treno del Sole. Non si doveva scendere nemmeno una volta e si arrivava prima di oggi, quando comunque si scende a Roma per cambiare vettura. Oggi è peggio». Elia non può che sorridere. E tacere.

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