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Messina, troppi furti al “Papardo” arriva uno “007” anticorruzione

Il direttore generale dell'azienda ospedaliera ha deciso di nominare consulente Vincenzo Ciacio, ex ispettore di polizia in pensione dal 2011. L'incarico è a titolo gratuito
Di Redazione

MESSINA - Il direttore generale dell'ospedale Papardo di Messina, Michele Vullo, ha deciso di dotare il nosocomio di un consulente investigativo, avvalendosi di un ex 007 in pensione dal 2011, Vincenzio Ciacio, originario di Alcamo (Trapani). L'idea è del neo responsabile del gruppo anticorruzione Carmelo Alma, attraverso la proposta numero 58 del 20 novembre che pochi giorni dopo è stata recepita dal direttore generale perché l'ospedale necessita di un esperto di supporto al nucleo che si occupa dei procedimenti in materia di trasparenza e lotta alla corruzione. L'incarico è a titolo gratuito e della durata di un anno. Ciacio quando nel 2005 era ispettore di polizia in servizio alla sezione investigativa del commissariato di Alcamo finì, insieme al collega Mario Sottilotta, agli arresti domiciliari per tentativo di corruzione: i due a quel tempo lavoravano sotto copertura e furono intercettati al telefono, nell'ambito di un'altra inchiesta condotta dai carabinieri. Ciacio ha fatto parte del gruppo che ha arrestato il boss Giovanni Brusca. Al Papardo negli ultimi sei mesi si sono verificati una cinquantina di furti, denunciati alle forze dell'ordine da parte dei responsabili dei vari servizi. Sono stati sottratti computer, monitor, defibrillatori, materiale utilizzato per gli esami della risonanza magnetica e altro. L'1 luglio scorso, data d'arrivo del nuovo direttore generale, in un padiglione del nosocomio si è verificato un incendio, la cui causa non è stata ancora scoperta.

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