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Omicidio di Loris, almeno tre incongruenze nei due verbali firmati dalla madre Veronica

Il bambino ucciso con una fascetta elettrica, nuovi sopralluoghi
Di Redazione

SANTA CROCE CAMERINA - Si fanno sempre più complesse le indagini sull'omicidio del piccolo Andrea Loris Stival, il bambino di otto anni il cui corpo senza vita è stato trovato - strangolato - sabato scorso, 29 novembre, in un canalone a pochi chilometri dal centro di Santa Croce Camerina, nel ragusano. La madre del bambino, Veronica Panarello - come confermato anche nell'intervista esclusiva rilasciata al nostro giornale - continua a ripetere di aver lasciato il bambino a scuola, ma ci sono almeno tre incongruenze nei due verbali firmati finora dalla donna, senza contare che un video smentirebbe completamente il fatto che il bambino sia stato realmente lasciato alla “Falcone-Borsellino”.   Le incongruenze riguardano la distanza dalla scuola a cui sarebbe stato lasciato il piccolo; un sacchetto dei rifiuti, che sarebbe stato gettato nei pressi dell'abitazione e la partecipazione al corso di cucina presso la tenuta Donnafugata. Nelle dichiarazioni del 29 novembre scorso, messe a verbale alle 20.30 e dunque a quattro ore dal ritrovamento del cadavere del figlio, Veronica Panarello dice di aver lasciato il bambino «a circa 500 metri da scuola». Ma in quello successivo, del 30 novembre attorno alle 17, fa mettere a verbale: «Oltrepassavo l'ingresso della scuola, svoltavo a destra per Via Di Vittorio, e mi fermavo a poche decine di metri dall'ingresso della scuola».   La seconda incongruenza riguarda la sua partecipazione al corso di cucina nella Tenuta Donnafugata. Nel primo verbale la donna racconta infatti che «dopo aver accompagnato» il figlio piccolo alla ludoteca, «sono andata al Castello di Donnafugata, dove sono rimasta fino a mezzogiorno». Nel secondo verbale Veronica fornisce un'altra versione. «Lasciato il bambino» (il figlio più piccolo, ndr) «sono tornata a casa per sbrigare delle faccende domestiche. Alle 9.15 sono uscita di casa e sono andata al Castello di Donnafugata, dove sono rimasta fino alle 11.45».   La vicenda del sacchetto dei rifiuti che la donna avrebbe gettato, invece, viene considerata “strana” dagli investigatori perchè nel primo verbale la donna non ne fa alcuna menzione, mentre ne parla solo nel secondo. Tra l'altro il sacchetto viene gettato in un punto piuttosto vicino al luogo dove è stato trovato il corpo di Loris e in direzione opposta rispetto alla scuola.   Veronica Panarello, nel verbale del 30 novembre ha anche rivelato una presunta svogliatezza del bambino ad andare a scuola: «Avevo notato che il bambino da una settimana era più nervoso del solito». Il giorno precedente la donna aveva spiegato agli investigatori che «Loris non andava a scuola molto volentieri perché diceva che lo prendevano in giro».   NUOVI PARTICOLARI SULL'OMICIDIO Intanto dalle indagini scientifiche che stanno svolgendo i migliori Corpi specializzati dello Stato, emergono nuovi particolari sulla morte del piccolo Andrea Loris. Il bambino sarebbe stato strangolato con una una fascetta elettrica lunga e larga. Una “arma” che non è stata ritrovata e che gli investigatori stanno cercando di identificare con maggiore accuratezza. Dagli esami autoptici il bambino presenta dei graffi al collo e al viso che, secondo quanto si apprende da più fonti, sarebbero stati causati dal filo elettrico utilizzato per strangolarlo. Il bambino, al momento del ritrovamento, indossava tutti gli abiti che aveva quella mattina, compreso il grembiule di scuola, e gli unici elementi che mancavano erano gli slip e lo zaino, che non sono ancora stati trovati. Sugli slip trovati nei pressi della scuola sono in conrso gli esami del Dna, ma non si esclude che possa essere stata opera di un “mitomane”.   NUOVI ACCERTAMENTI E PERQUISIZIONI Intanto oggi sono stati effettuati nuovi sopralluoghi in contrada Mulino Vecchio, dove è stato trovato il corpo del bambino. Mentre dopo le perquisizioni di ieri sera in casa dei coniugi Stival, all periferia di Santa croce Camerina, agenti di polizia hanno eseguito nel primo pomeriggio controlli e accertamenti anche nelle palazzine vicine alla casa dove abita la famiglia del bambino ucciso.

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