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Omicidio di Loris, il giallo a una svolta la madre prelevata a casa dalla polizia

Ed è caccia anche a un uomo misterioso coinvolto nel delitto
Di Redazione

SANTA CROCE CAMERINA - Veronica Panarello, la madre del piccolo Loris - il bambimo di Santa Croce Camerina ucciso sabato 29 ottobre e trovato morto in un canalone nelel campagne del paese - è stata appena prelevata a casa dalla polizia. Gli investigatori si erano presentata in massa pochi minuti prima nell'abitazione della famiglia Stival, dove la si trovava in compagnia del marito Davide. Potrebbe essere la svolta del giallo, anche se ancora non è chiaro il motivo per cui la donna è stata portata via dalla polizia. Probabilmente è arrivato il momento di chiarire i “buchi” presenti nei suoi racconti. Potrebbe essere portata in questura per essere ascoltata nuovamente come persona informata sui fatti o potrebbe essere che gli venga onsegnato un avviso di reato e che venga sottoposto a interrogatorio nella nuova veste di indagata. Nel frattempo, secondo indiscrezioni, si cerca un uomo misterioso che avrebbe avuto un ruolo nell'omicidio del piccolo Loris. Perché - anche se gli inquirenti fossero definitivamente convinti della colpevolezza della madre - non tutto quello che è successo la mattina di sabato 29 ottobre può essere ricodnotto all'azione di una donna e perdipù da sola.   Un “mister X”, ma che comunque non è uno sconosciuto. Perché l'uso, tanto improprio quanto efficace, delle fascette elettriche presuppone magari delle mani forti; possibilmente maschili. Perché il peso del corpo di Loris, incrociato con la presunta velocità di alcune azioni raccontate dalle telecamere forniscono un parametro non facilmente accostabile all'azione di una donna solitaria. Perché alcuni elementi raccolti portano al sospetto, molto fondato; ma non alla certezza di prove a prova di processo. Basterebbe meno della metà delle “zone grigie” della mattinata di Veronica, per giustificare un coinvolgimento ufficiale della donna nell'indagine. Che in questo momento potrebbe essere sotto torchio in questura su orari e telecamere, piccole e grandi bugie.   In queste ore ogni segnale diventa comunque un elemento su cui riflettere. E a Santa Croce non sono passati inosservati i post sulla bacheca Facebook di Antonella Stival, la prozia di Loris che il giorno dopo del delitto si lasciò scappare il famoso «questa non è la famiglia del Mulino Bianco». La signora, dopo aver invocato, venerdì alle 21,43, un «bastardi costituitevi! » (al plurale, ndr), sabato alle 19,17 posta un cripitico messaggio: «InFausto pensiero... ». Un gioco di parole, in cui aggettivi e nomi si fondono nel sospetto. Con ricerca, tutt'altro che spasmodica, di corrispondenze anagrafiche negli alberi genealogici delle persone a vario titolo protagoniste di questo giallo. E matching più o meno corrispondenti a chiacchiericci da bar della piazza. A proposito di piazza: l'ormai mitico Orazio Fidone, unico indagato «per ragioni tecniche» nel fascicolo per la morte di Loris, lancia un altro messaggio criptico nella consueta pausa-caffè con i giornalisti: «L'indagine sta andando nella strada giusta». Il che, detto dall'uomo che, un quarto d'ora dopo essere uscito di casa per iniziare le ricerche, ha ritrovato il corpicino di Loris, non è un vaticinio che passa inosservato.

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