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Loris, la mamma ai detenuti: «Io innocente» ma in carcere continuano le contestazioni

La prima notte in cella e la visita del legale: «E' stremata»
Di Redazione

CATANIA - Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso suo figlio Loris e di averlo gettato in un canalone a Santa Croce di Camerina (Ragusa) ha trascorso in silenzio la prima notte nel carcere di piazza Lanza Catania. Un silenzio interrotto soltanto dal ripetere, a chiunque l'avvicinasse, la frase: «Io sono innocente, io non c'entro... ». E ribadendo a tutte le persone che incontra - guardie carcerarie e altre detenute - di non avere ucciso suo figlio Loris. La donna - che è stata sistemata da sola in una cella - è costantemente sorvegliata dalla polizia penitenziaria. Ma al momento non avrebbe mostrato - a quanto si apprende - segni di cedimento, ma sarebbe apparsa anzi sempre lucida. Durante la notte ha dormito, nel corso della giornata odierna ha mangiato i pasti che le sono stati portati e che, in ogni caso, fanno parte del vitto carcerario che viene dato a tutti i detenuti. Oggi la donna è stata nuovamente bersaglio di alcuni reclusi dopo che ieri sera - al suo arrivo - i detenuti della sezione maschile del carcere avevano gridato «assassina, devi morire» contro di lei, con urla che si sono sentite anche fuori delle mura del carcere. Alcuni dei prigionieri hanno “replicato” gridando ancora «assassina, non ti vogliamo qui». Per riportare la situazione alla normalità è dovuto intervenire personale della polizia penitenziaria e della direzione del carcere. La “protesta” è così subito rientrata. Le detenute della sezione femminile invece non hanno avuto reazioni di protesta nei confronti della donna.   Nel primo pomeriggio Veroncia ha ricevuto la visita ei suoi avvocati. Per precauzione ed evitare contatti troppo ravvicinati con altri detenuti il colloquio è iniziato solo dopo che sono terminati i colloqui per gli altri reclusi con i familiari. Al termine della visita, davanti al portone del carcere, l'avvocato Francesco Villardita, legale della donna, ha spiegato che «la signora Panarello continua a professarsi assolutamente innocente, chiede aiuto perchè si svolgano indagini affinchè venga preso il vero colpevole, chiede giustizia». Villardita ha detto di averla «trovata ancora processualmente serena, ma provata perchè si trova in carcere. È stremata e senza forze, ogni tanto piange e continua insistentemente a ripetere che è innocente e che quella mattina ha accompagnato il bambino a scuola. Continua a dare sempre la stessa versione dei fatti. Le ho detto di non piangere perchè deve difendersi, ho bisogno di una persona lucida per potere continuare nel mio percorso difensivo. Da parte nostra faremo delle investigazioni e dobbiamo trovare necessariamente qualcuno che parli. Anzi ne approfitto della vostra presenza - prosegue -, se qualcuno sa, se qualcuno è in condizione di testimoniare, io sono a disposizione, si faccia avanti».

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