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Catania, sotto accusa il sistema Ventrone Almiron si ferma e non parte per Livorno

Sannino, in emergenza per la trasferta in Toscana, vara un 5 3 2
Di Giovanni Finocchiaro

LIVORNO. La lista sembra un albero di Natale minimal. Poche luci, rami molto spogli. Il Catania perde pezzi continuamente, anche poche ore prima della partenza per il ritiro toscano. E, così, Sannino è in perenne difficoltà. Come si può ragionare schierando undici calciatori che diano un senso logico al gioco dei rossazzurri? Mistero. Fatto sta che Almiron non è partito per la trasferta di Livorno per via di un malanno che non è stato ufficializzato. A pensar male, diremmo che potrebbe trattarsi di uno stiramento. Ma è un nostro cattivo pensiero non supportato da una conferma. Spariamo nel mucchio, visto che quasi tutti gli infortunati si fanno male così. E Calello? Pare sia tutt'altra cosa, un malanno fisico che potrebbe essere curato in pochissimo tempo. Ma oggi non ci sarà, così come non ci saranno Monzon, Peruzzi, Castro, Rolin e lo squalificato Rinaudo. E non contiamo Leto che sconta il secondo dei tre turni di stop. A occhio e croce gli infortuni muscolari sono tra i 23 e il 25, e non è una cosa normale anche in un campionato così duro come la B, al quale il Catania si sta abituando pagando con il sangue un adattamento che potrà completare, si spera, alla fine del girone di andata, per tentare lo sprint nella seconda parte, ammesso che sul mercato ci si riesca a rinforzare come si deve. A contare gli infortunati di lungo corso (Gyomber, per esempio) e le lacune che devono essere colmate, il Catania sul mercato deve piombare immediatamente se vuole, come vuole, rimontare per arrivare nelle posizioni di vertice. E, allora, come dice Sannino, si dovrà arrivare al dopo Catania-Carpi per fermarsi e riflettere, soprattutto agire. Gli infortunati, dunque. I rossazzurri non stanno benissimo sul piano fisico e a parte gli infortuni estivi, sotto accusa finisce ancora la preparazione atletica del prof. Ventrone. I numeri parlano chiaro, oltre venti giocatori vittime di stiramenti di varia importanza sono una enormità. E, giorno dopo giorno, si lavora a vista per ottenere il meglio. Sannino non cerca alibi e a Livorno vara un 5-3-2 inedito con Escalante e Martinho esterni, tre centrali e a centrocampo Rosina, Odjer e Chrapek, con il due Cani-Calaiò davanti. Sempre più complicato ottenere equilibrio, il carattere della squadra potrebbe salvare i rossazzurri.

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