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Luna, ottomila innovatori per l'alfabetizzazione 2.0 di tutti gli italiani

Intervista al Digital Champion italiano, ambasciatore dell'innovazione in Italia

Di Virginio Di Carlo

Di innovazione e trasparenza ha sempre parlato, prima come storico direttore dell'edizione italiana di Wired, poi da presidente di Wikitalia, l'associazione che si batte per il libero accesso da parte dei cittadini ai dati governativi. Adesso Riccardo Luna lo farà nei panni di “consigliere economico con il titolo di digital champion” per l'Italia.  

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Quale sarà il suo compito?

«Quello prefissato dall'Ue nel 2012: “to get every european digital”, rendere ogni cittadino europeo un cittadino digitale. Ci sono ancora oltre 23 milioni di italiani che non hanno accesso ad Internet e sacche irragionevoli di “isolamento” in molte zone del Sud. Il nostro compito è favorire l'approccio di queste persone ad Internet. Va in questo senso anche il protocollo che, come associazione, stipuleremo con Rai il 19 dicembre per portare i contenuti della Rete nelle loro trasmissioni».

 

Che tipo di esperienza è richiesta ai futuri 8000 digital champions sul territorio ?

«Non per forza tecnica. Io stesso sono un giornalista. Sarà un team di volontari, non retribuiti e senza un budget, che hanno dimostrato passione e competenza rispetto ai temi dell'innovazione digitale. Ciascuno di loro verrà, poi, affiancato da una piccola struttura centrale che affronterà le questioni più tecniche».

 

Come faranno i singoli cittadini ad interpellare i digital champions ?

«Proponendo le loro domande direttamente sul sito – www.digitalchampions.it -. gli attivisti risponderanno ai quesiti o alle richieste in tempo praticamente reale».

 

La “liberazione” degli open data, oltre che un'opportunità, rappresenta anche un rischio per la privacy dei cittadini ?

«Assolutamente no. Quando parliamo di open data, ci riferiamo a dati “non sensibili”, la cui conoscenza rappresenta l'espressione di un diritto fondamentale alla trasparenza, come il numero di nati di un comune in un anno o i bilanci delle amministrazioni locali. Ma anche dati, come le tabelle di marcia del trasporto urbano, che rappresentano opportunità da un punto di vista commerciale e occupazionale. Basti pensare al potenziale di un'app che tracci i percorsi e gli orari dei bus di una città».

 

Porta spesso l'esempio del maestro Manzi come esempio Anni Sessanta di superamento del cultural divide. Oggi Facebook sta assolvendo la stessa funzione rispetto ad Internet ?

E' una cosa completamente diversa. Facebook non avrà mai una funzione educativa rispetto all'utilizzo della Rete. Semmai potrà continuare a rappresentare un buon antidoto contro la depressione per anziani e persone sole».

 

Come vede la Sicilia rispetto alle nuove sfide dell'innovazione e del superamento del digital divide?

«Vedo un grande fermento che va portato alla conoscenza di tutti. Anche per questo, il 21 giugno, organizzeremo a Pompei una conferenza multimediale che serva a raccontare a investitori e cittadini un altro Sud».

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