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Nino Galante, digital champion di Patti

Di Redazione

«L'alfabetizzazione digitale del Paese passa innanzitutto dal lavoro svolto in sinergia da amministratori e gruppi di innovatori nelle piccole realtà, come Patti di cui l'Italia è composta». Ne è convinto il digital champion della cittadina tirrenica Nino Galante, forse il più “scafato” tra gli attivisti digitali scelti sul territorio siciliano.

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Informatico, cinquantatreenne, Galante punta l'attenzione sui benefici soprattutto economici che il processo di digitalizzazione libererebbe. «In Italia – precisa il campione digitale messinese – il commercio elettronico vale poco più di un decimo del giro d'affari presente in Gran Bretagna. E la Sicilia resta una delle regioni più indietro da questo punto di vista, nonostante la varietà di eccellenze, specie nel settore Food. A mancare è, prima di tutto, la conoscenza di un mondo, il web, al momento più utilizzato per rimirarsi l'ombelico che per guardare a nuove prospettive».

Ma apertura dei dati, per Galante, significa anche “open source”, «la possibilità, offerta ai cittadini, di intervenire direttamente nelle scelte che riguardano l'intera comunità, come nel caso di “OpenPatti”, il manifesto programmatico di stabilizzazione informatica del Comune che ho scelto di rendere liberamente commentabile e modificabile a chiunque interessi questa sfida».

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