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«Strappato il cuore a S. Giuseppe» vandali nel presepe di San Berillo

Gesti vandalico e idiota contro l'installazione realizzata dai creativi del museo Reba in via Carro con materiale di riciclo. Rubato anche il quadro che faceva da sfondo alla mangiatoia
Di Pinella Leocata

CATANIA - Hanno strappato il cuore a San Giuseppe, levato i fiori alla Madonna e li hanno buttati, con un gesto di sfregio, sulla mangiatoia - la vecchia poltrona che ha accolto il Bambinello, realizzato anch'esso con materiale di riciclo. Del grande quadro dipinto da Ninni Pagano - rivisitazione di un soggetto della Cappella Patatina, l'albero della vita con alla base un ciuccio - invece, si sono perse le tracce. Rubato, probabilmente distrutto.   Un colpo al presepe realizzato a San Berillo, tra via Carro e via Buda, da creativi che hanno utilizzato materiale povero riutilizzandolo. Un colpo al simbolo del Natale e a quello che ha rappresentato nel quartiere: la scommessa di una rinascita basata sul rispetto delle persone che vi lavorano - prostitute, trans e artigiani - e sull'apertura ad altre iniziative e intraprese, qual è il MuseoReba e l'associazione che lo gestisce, composta da giovani architetti, designer, paesaggisti, artigiani.   A questi creativi il presidente del MuseoReba, arch. Renato Basile, ha proposto di realizzare il presepe in strada che ha attirato tanti cittadini che non avevano mai messo piede nel vecchio San Berillo. Il sindaco Bianco e l'assessore al decoro urbano Di Salvo l'hanno apprezzato e oggi «condannano con forza questo gesto incivile» assicurando che non fermerà l'azione di legalità nel quartiere.   Gruppi di cittadini, nei giorni scorsi, hanno improvvisato davanti alla mangiatoria, canti, cori e preghiere in strada. Momenti di grande raccoglimento e commozione che hanno radunato insieme le persone che lavorano nel quartiere e quelle che scommettono su un proprio futuro in questo luogo. Persone che la domenica della vigilia hanno cucinato e mangiato insieme in una lunga tavolata imbandita su via Buda. Un'esperienza bella e significativa scempiata da questo gesto vigliacco e idiota.   Forse il presepe in strada, e la gente che va a visitarlo, ha infastidito qualcuno del posto? L'architetto Basile lo esclude. «Stamattina sono accorsi anche gli abitanti della zona, dispiaciuti, arrabbiati, solidali. No, loro non c'entrano». Il presidente del MuseoReba racconta che ieri, alle 10, è andato ad aprire la porta della casa diruta che ha fatto da grotta alla Natività e, sebbene il lucchetto fosse integro, all'interno ha trovato quella messinscena dissacrante, compresa una placca argentata con tre elefanti. Il vandalo, o i vandali, sono entrati da una finestrella sul retro, su via Pistone, troppo piccola per asportare il quadro. Di qui l'ipotesi che lo abbiano distrutto.   Ma il gruppo che lo ha realizzato non si arrende. Riprodurrà il quadro su carta e lo ricollocherà dov'era, come segno della volontà di andare avanti, di non farsi fermare o scoraggiare da questa brutta e meschina vicenda.

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