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Catania, distrutti 18 parcometri Bianco: «E' un raid organizzato»

Fatti saltare in aria con dei petardi. Per il sindaco «è la reazione di chi vorrebbe far ripiombare Catania nell'illegalità lasciandola in mano ai parcheggiatori abusivi»
Di Redazione

CATANIA - La notte scorsa nel centro storico di Catania diciotto parcometri di Sostare, società partecipata dal Comune, sono stati fatti saltare in aria con dei petardi. «Dietro questo raid, così concertato e organizzato, è difficile che non ci sia un'organizzazione criminale strutturata decisa a lanciare una sfida alla città, pensando di poterla controllare con l'intimidazione, ma sbagliano di grosso», ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco.   Il primo cittadino etneo ha aggiunto che «non è un caso che i parcometri siano stati distrutti dopo che l'Amministrazione, con sostare e l'Amt, ha finalmente regolato il sistema dei parcheggi nel centro storico. È chiaramente la reazione di chi vorrebbe far ripiombare Catania nell'illegalità lasciandola in mano ai parcheggiatori abusivi».   Non è la prima volta che le colonnine dei ticket di Sostare vengono prese di mira dalla criminalità. «Già nel dicembre del 2013 - ha ricordato il sindaco - si erano verificati altri attacchi di questo genere. Dissi allora e ripeto oggi che è stata lanciata una sfida a Catania, ai suoi cittadini e al principio di legalità. Ma catanesi e istituzioni ribadiscono che la legalità deve essere rispettata. Dobbiamo tornare, tutti, ad alzare la guardia perché siamo ancora una volta sotto attacco».   Anche l'assessore al Patrimonio, Giuseppe Girlando, ha messo in relazione l'accaduto con «la volontà dell'Amministrazione e di Sostare di introdurre nel centro storico una tariffa unica notturna». «È evidente - ha spiegato Girlando - che l'obiettivo di chi ha compiuto il raid non siano le poche decine di euro contenute nei parcometri, ma la necessità di distruggerli per sovvertire il principio di legalità. La rete dell'abusivismo ha visto intaccati i propri interessi illegali e ha reagito con violenza».

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