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Il successo del sushiliano pietanza giapponese in salsa siciliana

Di Redazione

Un roll con branzino zucchine e mandorle? Un nigiri di tonno con cipolla rossa caramellata? Nessuna bestemmia. Il cibo cambia, si evolve, si contamina. E lo fa anche su l'asse lontanissimo che parte dal Giappone e arriva a Siracusa. Si chiama sushiliano il piatto che sta facendo impazzire il Piemonte e adesso anche Siracusa. Un fusion tra il pesce crudo alla giapponese e la materia prima siciliana, con una contaminazione che unisce sapori e filosofie talmente diverse da stare benissimo insieme. A dirlo sono i consumatori. Quelli che a Torino in pochi mesi hanno decretato il successo del sushiliano. Il sushi made in Sicily. Il ristorante Oinos di Torino ha conquistato i palati del Piemonte. Con il sushi di gambero rosso con olio agli agrumi, tonno con cipolla rossa caramellata, branzino di lenza con pesto trapanese, calamaro con fetta di arancia e pesto di olive Sicilia nigiri e sashimi si trasformano. La preparazione è quella tradizionale nipponica. Dal Giappone arrivano il riso, l'aceto, anche il grande contenitore in bambu dove il riso si “riposa” dopo essere passato dalla vaporiera, come il coltello per il sashimi. E nei profumi però che irrompe la Sicilia. Nel pesce azzurro e negli agrumi. nella caponata accanto all'alga nori. Ma anche nel menù. Accanto ai piatti giapponesi la cucina della tradizione siciliana: ravioli con farina di carrubo, ripieno di patate e ortaggi, su concasse di pomodoro e mandorle tostate, per esempio. Ma anche la cucina più coraggiosa. L'arancino ripieno di triglie su vongole, cozze e gamberi al datterino piccante. Il cannolo siciliano scomposto con tre ricotte aromatizzate con le mandorle, la buccia di arancia candita e il carrubo. C'è tutta la Sicilia e tutta la sperimentazione. Un tocco di modernità in un menù antichissimo dove spicca la pasta con le sarde. L'inventore del sushiliano è un imprenditore torinese. Ivo Vatti ha avuto l'intuizione di scommettere su un ristorante di sushi torinese trasformandolo in un locale unico. Poi ha deciso di raddoppiare. Un cuoco è arrivato da Torino a Siracusa e in via della Giudecca è iniziata una nuova avventura. «La filosofia è il rispetto del made in Sicily - ha detto Ivo Vatti -. Molte materie prime arrivano dal Giappone, ma è con i prodotti della nostra terra che diventano piatti assolutamente unici. L'obiettivo è il territorio. La grande distribuzione non può garantire la qualità che ricerchiamo nei nostri piatti. Stiamo attenti a preparare il riso tenendolo alla temperatura corretta, con l'umidità richiesta poi intervengono i sapori che fanno la differenza». Tutto semplice ma al tempo stesso complicato. Tutto incredibilmente suggestivo. Stile culinario, non un semplice piatto.

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