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Vincoli sul 90% del territorio Gela in rivolta contro la Regione

La superficie comunale piena di riserve, aree protette e vincoli Sic e Zps che ricadono anche su aree coltivate e petrolchimico. Il consiglio comunale parla di “esproprio arbitrario” e chiede la revoca di un decreto

Di Redazione

PALERMO - Il consiglio comunale di Gela è in rivolta contro l'assessorato regionale al Territorio perché un decreto firmato da un dirigente ha imposto vincoli ambientali su 26 mila dei 29 mila ettari di superficie su cui si estendono le campagne, il centro abitato e le località balneari della città. Il blocco riguarda il 90% del territorio gelese, con riserve, aree protette e vincoli Sic e Zps (passati da tremila a 17 mila ettari e poi a 26 mila), che ricadono anche su aree coltivate a serre e persino in zone produttive all'interno del petrolchimico e nella zona industriale “Gela 2”.  

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Ventotto dei trenta consiglieri che compongono l'assise comunale hanno presentato ricorso al governo regionale chiedendo l'annullamento (per presunta illegittimità) o la revoca del decreto n. 835 dello scorso settembre, emesso nell'ambito del procedimento di revisione del Prg che Gela attende ormai da 40 anni. Il consiglio comunale parla di “esproprio arbitrario” da parte della burocrazia in un territorio nel quale “si impedisce - hanno detto i ricorrenti ai cronisti - ogni possibilità di sviluppo della città”.

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