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«Il silenzio è dolo»: da una canzone campagna virale contro tutte le mafie

Il progetto del cantautore Marco Ligabue con i musicisti Lello Analfino e Othelloman VIDEO

Di Francesca Pierleoni

ROMA - Un brano e un video, realizzati dal cantautore Marco Ligabue con i musicisti siciliani Lello Analfino e Othelloman, accompagnati da una raccolta firme per una proposta di legge e un'iniziativa virale. Sono le componenti de Il silenzio è dolo, il progetto socio-musicale contro tutte le mafie, presentato oggi a Roma. «Il silenzio è dolo (brano che sarà anche nel secondo disco da solista di Marco Ligabue) perchè se c'è un terreno dove la mafia trova terreno fertile è nei silenzi delle persone e del territorio - spiega il musicista, che ha coinvolto anche il cantautore agrigentino Lello Analfino dei Tinturia e il rapper palermitano Othelloman -. Volevo contribuire a creare una piccola crepa in questa rete di silenzi».  

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Motore dell'iniziativa è il 21enne palermitano Ismaele La Vardera, presidente dell'associazione Nazionale Verità scomode e inviato di Telejato (rete locale diretta da Pino Maniaci in prima linea da contro la mafia) che a maggio con una sua inchiesta, ripresa da Le Iene, sulle selezioni truccate degli scrutinatori per le europee nel suo paese, Villabate, comune ad alta densità mafiosa, ha portato alle dimissioni del sindaco e della giunta. «Ismaele è venuto a trovarmi dopo un mio concerto a Palermo - racconta Marco Ligabue, fratello di Luciano -. Mi ha parlato delle difficoltà nel raccontare verità difficili e della voglia di riscatto della sua terra dove per 5.000 mafiosi viene infangata la nomea di 5 milioni di persone. Mi ha chiesto se fossi disponibile a scrivere un brano su questo tema. Tre settimane dopo gli ho mandato la canzone».  

 

La Vardera, che negli ultimi mesi ha incontrato 30mila ragazzi nelle scuole di tutta Italia per sensibilizzarli sui valori della legalità non vuole che che «si continui a pensare ai siciliani come mafiosi. Con questo progetto vogliamo far capire ai giovani, che il silenzio non è d'oro ma dolo, produce distruzione. Per questo abbiamo costituito un'associazione nazionale per affrontare tutte quelle verità scomode di cui non si vuole parlare e che attanagliano il nostro Paese».  

 

 

 


 

 

 

Il progetto, appoggiato dal giudice Nino Di Matteo, e dalla Nazionale Italiana Cantanti, ha avuto anche l'adesione di Valeria Grasso, testimone di giustizia che ha denunciato e fatto condannare i mafiosi che le avevano chiesto il pizzo. «Parlando ho pagato un prezzo altissimo, ma ero consapevole di aver fatto la scelta giusta. Non mi aspettavo però il silenzio delle istituzioni una volta spenti i riflettori - ha detto -. Questa iniziativa mi ripaga di quel silenzio. Faremo anche una raccolta firme per una proposta di legge. Invitiamo la classe politica a far conoscere attraverso un database pubblico, la destinazione di tutti i beni confiscati alla mafia e chiediamo che questi beni diventino dei fondi per progetti di giovani imprenditori che troppo spesso non hanno le garanzie economiche delle banche».  

 

La campagna contro le mafie «diffuse in tutt'Italia, non solo in Sicilia» ricorda Marco Ligabue, vuole coinvolgere attraverso il web, più persone possibili: «Vorremmo che in molti, personaggi famosi e non, ragazzi e adulti, diffondano loro video in cui compiono il gesto che facciamo noi nel nostro (disponibile da oggi su you tube) strappar via un pezzo di scotch messo sulla bocca e urlare Il silenzio è dolo! ».

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