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Caso Sgarlata, piscina era regolare La Procura chiede archiviazione

I Pm: “E' stato accertato che le autorizzazioni erano state concesse nel pieno rispetto delle norme e nessun rilievo penale è emerso dall'inchiesta”. Maria Rita Sgarlata si era dimessa da assessore regionale

Di Redazione

SIRACUSA - La Procura di Siracusa ha chiesto al Gip di archiviare il fascicolo sulle presunte irregolarità nella costruzione di una piscina e di un locale tecnico in un terreno di contrada isola di proprietà di Maria Rita Sgarlata, ex assessore regionale al Territorio del governo Crocetta che proprio per la vicenda si era dimessa dall'incarico. I Pm hanno accertato che le autorizzazioni erano state concesse nel pieno rispetto delle norme e nessun rilievo penale è emerso dall'inchiesta. Secondo i pm siracusani nessuna violazione è stata accertata nell'operato di chi, tra funzionari della Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa e dei competenti uffici del Comune di Siracusa, ha autorizzato i lavori per la posa di una piscina fuori terra nell'area della villa dell'ex assessore regionale ai beni culturali Maria Rita Sgarlata, in contrada Isola.

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Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale, e dal Corpo Forestale dello Stato – dopo l'analisi della copiosa documentazione depositata presso gli Uffici del Comune di Siracusa e della Soprintendenza, diversi sia sopralluoghi e l'audizione di numerosi testimoni – hanno permesso di evidenziare, come scrive in una nota la Procura “che i funzionari della Soprintendenza di Siracusa e dei competenti Uffici del Comune di Siracusa che hanno emanato i provvedimenti autorizzatori richiesti dalla dottoressa Sgarlata hanno operato nel pieno rispetto della normativa urbanistica, edilizia e di settore oltreché nell'osservanza di disposizioni amministrative interne. L'attività investigativa – sottolinea la Procura – non ha riscontrato, per altro verso, alcuna rilevanza penale sulle asserite irregolarità segnalate dalla relazione a firma del Dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali all'assessorato regionale ai Beni Culturali, a seguito dell'indagine ispettiva urgente, trasmessa per competenza territoriale alla Procura di Palermo”.

 

Per questa vicenda, che portò anche alle dimissioni della stessa Sgarlata dalla “squadra” di governo di Crocetta, venne pure attivata un'ispezione regionale sull'operato dei funzionari della Soprintendenza di Siracusa, a conclusione della quale venne disposta la sospensione dall'incarico del Soprintendente di Siracusa, successivamente reintegrata a seguito di annullamento giurisdizionale del provvedimento.

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