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Salvini domenica a Palermo e i pescatori gli chiedono aiuto

Il leader della Lega lancia su Facebook la giornata dell'“orgoglio terrone”. E intanto gli operatori della pesca si appellanno a lui per portare le loro richieste all'Ue
Di Redazione

PALERMO - Hanno creato una pagina su facebook per lanciare la prima giornata dell'Orgoglio terrone, che si terrà a Palermo domenica prossima, quando sbarcherà il leader del Carroccio Matteo Salvini per presentare il “suo” progetto leghista, che unisce l'Italia da Nord a Sud. La manifestazione si terrà nel primo pomeriggio in via Roma davanti all'Hotel delle Palme dove il leader leghista incontrerà i supporter siciliani, ad un mese esatto dalla prima uscita pubblica del nuovo movimento vicino alla Lega “Noi con Salvini” e guidato nel Centro sud da Angelo Attaguile, deputato della Lega a Montecitorio con un passato nella Dc e nel Mpa di Raffaele Lombardo.   Nella pagina su Facebook sono riportate alcune frasi pronunciate in passato da alcuni esponenti della Lega. C'è una foto di Matteo Salvini e accanto una frase in dialetto siciliano con scritto: «Tu scurdasti quando ricevi ca a valigia di cartone fa rima con terrone? ». Gli invitati alla manifestazione sono oltre 15 mila, in 800 hanno già assicurato la propria presenza. «Al sud c'è attesa di liberazione, per questo noi andiamo con le nostre proposte, che magari non saranno risolutive ma che sono serie, non chiacchiere» ha detto oggi Salvini, parlando a Radio Padania del suo tour nel centro sud.   Intanto i piccoli pescatori palermitani delle zone Arenella, Porticello e Isola delle Femmine, riunitisi in un comitato, ha deci so di chiedere aiuto al leader della Lega. Domenica, in occasione della sua visita a Palermo, chiederanno all'europarlamentare leghista di portare le loro rivendicazioni a Bruxelles. «Così non ce la facciamo proprio più - commenta Bernardo Guercio, pescatore dell'Arenella e responsabile del nuovo comitato - tra divieti, fermi biologici e controlli asfissianti non riusciamo ad andare avanti. Qualcuno deve far capire ai nostri governanti, italiani ed europei, che se continueranno ad impedirci di svolgere serenamente il nostro lavoro, prima o poi il settore della pesca, soprattutto in Sicilia, morirà».

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