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Miss Spotify, siciliana d'origine ma cosmopolita: «Il futuro è già qui»

Intervista con Veronica Diquattro, sangue ibleo, top manager del servizio di streaming musicale
Di Amelia Cartia

«Torno ora dal meeting internazionale di Stoccolma, con un carico di novità per il terzo anno di Spotify Italia». Non si riesce a fermarla, Veronica Diquattro, fiume in piena di entusiasmo e professionalissima positività: ogni parola una scarica di adrenalina, uno di quei casi in cui la definizione di tipa tosta risulta riduttiva. Giovane d'età e angelica d'aspetto, la sua storia parte da qui: siciliana d'origine benché bolognese di nascita, Veronica non si perde un'estate a Ragusaa con la famiglia. Trentunoo anni, studi alla Bocconi, un coraggioo leonino che l'ha portata, zaino in spalla, a mollare il percorso che le si profilava in Italia per scalare rapidamente più alte vette: un'esperienza in una catena d'alberghi in Sud America; poi nel quartier generale di Google, a Dublino, e infine Spotify, il servizio di streaming che ha rivoluzionato la fruizione della musica, di cui è top manager. In mano sua il mercato di tutto il Sud Europa, compreso Spotify Italia, che il 12 febbraioo spegnerà duee candeline.   Una bionda “Stevee Jobs” che brucia le tappe coi fuochi d'artificio. Qual è la scelta di cui sei più fiera? «Il punto di svolta è stato fare una scelta diversa dopo la laurea: potevo continuare con gli stages a Milano, ma ho deciso di fare qualcosa di totalmente nuovo, uscendo dalla mia confort zone, buttandomi out of the box; questo ha dettato il corso degli eventi. Cruciale l'incontro con Larry e Sergey (Page e Brin, fondatori di Google, ndr), che hanno rivoluzionato il nostro modo di gestire le informazioni, e poi con Daniel e Martin (Ek e Lorentzon, inventori di Spotify): ascoltarli ti permette di crescere e metterti alla prova. C'è un'accelerazionee dei tempi nel vivere la realtà professionale in ambienti così stimolanti».   Siciliana, bolognese, cosmopolita: quanta Sicilia porti con te? «In tanti notano in me la capacità di creare empatia, di rendere personali i rapporti lavorativi: credo che questo modo di essere aperto e diretto venga dalle mie origini. Lo devo anche agli affetti e alle persone che fanno parte della mia vita: gli amici, i parenti in Siciliaa sono sempree presenti. Pensa che quando ero in Irlanda, per sopravvivere ai momenti di disperazione culinaria, le zie di mio padre mi hanno mandato un libro di cucina fatto da loro, e ho provato a rifare le specialità siciliane usando gli ingredienti che trovavo lì. Risultato discutibile, ma si fa la guerra con i soldati che si hanno! ».   Spotify è un'impresa giovane, forte di un'ideaa semplice: piegarsi all'assunto della gratuità, creandoo un circuito o produttivo. Qual è il suo “miracolo”? «Spotify nasce negli anni della pirateria: le forme di consumo si erano frammentate e spostate su mercati che non producevano valore. L'utente aveva cambiato forma mentis, non si poteva tornare indietro. Trovando un nuovo modello di business Spotify ha riportato in crescita il mercato musicale dopo 11 anni di calo, ed è il servizio streaming che riconosce i più alti diritti ad artisti e publisher. Con gli introiti della pubblicità e degli abbonamenti al modello Premium cresce la versione gratuita, che ha 60 milioni di utenti».   Sulla piattaforma coesistonoo classici ed emergenti. Questa “democrazia” può dare visibilità alle nuove voci? «Assolutamente sì. L'80% dei brani in catalogo sono stati ascoltati almeno una volta. Attraverso le playlist e la ricerca tridimensionale si può scoprire nuova musica in base ai contatti social e a un algoritmo. Un artista senza etichetta può mettere il suo brano su Spotify attraverso gli aggregatori digitali, e accedere a una grande vetrina. Emblematico è Hozier: ho sentito la sua Take me to church più di un anno fa, e oggi è una hit».   Il futuro dellaa musica passa prima da te. E nel tuo futuroo cosa vedi? «Continuare a far parte di questa rivoluzione digitale. Sogno uno streaming musicale da consumare in forme non ancora note, una colonna sonora che ci segua ovunque. Per il compleanno lanciamo un'anteprima su mobile, touch preview, e non sarà l'unica novità».   Stay tuned, dice lei, ché il futuro è già qui. Ed è suo. amelia. cartia@gmail. com

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