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Messina, 56 indagati in inchiesta sul Consorzio autostrade siciliane

L'indagine riguarda gli incentivi progettuali a favore di dipendenti del consorzio ed è una prosecuzione dell'operazione “Tekno” che portò a 10 arresti per gli appalti truccati del Cas
Di Redazione

MESSINA - La Procura di Messina ha indagato 56 persone, per truffa e falso, nell'ambito di un'inchiesta sul Consorzio autostrade siciliane. Investigatori della sezione operativa della Dia dello Stretto, coordinati dal centro operativo di Catania, ha notificato agli uffici del Cas di Messina, un ordine di esibizione emesso dalla locale Procura per acquisire, in copia conforme all'originale, documentazione relativa ai decreti di liquidazione di incentivi progettuali a favore di dipendenti del consorzio. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dai sostituti Stefania La Rosa e Fabrizio Monaco. L'informativa è il prosieguo della operazione denominata “Tekno”, sfociata nell'esecuzione di un'ordinanza applicativa di misure cautelari a carico 10 indagati, tra imprenditori e funzionari del Cas, ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di “turbata libertà degli incanti, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione e “corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio”.   Intanto, il tribunale del Riesame di Messina ha rimesso in libertà il geometra del Consorzio Autostrade Siciliane Agostino Bernava, arrestato lo scorso 14 febbraio con l'accusa di induzione indebita. Il dirigente di un' impresa che si occupa di manutenzione del verde aveva raccontato che il geometra gli aveva promesso di prodigarsi per fargli ottenere uno dei lavori di somma urgenza, non soggetti a gara in cambio di favori di diverso genere. Bernava, che è fratello del segretario nazionale confederale Cisl Maurizio Bernava, ha respinto le accuse. Durante l'interrogatorio di garanzia Agostino Bernava ha dichiarato che il suo ruolo all'interno del Cas non gli consentiva di affidare lavori e che peraltro quelli relativi alla ditta in questione erano già stati affidati prima del suo arrivo al Consorzio.

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