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Fitto a Palermo: «Non sono contro Berlusconi, ma vogliamo primarie»

Il leader dei Ricostruttori, Raffaele Fitto, lancia messaggi al leader di Forza Italia: «Ha due opzioni: chiudersi in un bunker o ascoltarci e fare regole che ci portino a candidati eletti e non nominati»

Di Ruggero Farkas

PALERMO - Nel cinema Fiamma strapieno a Palermo il leader dei Ricostruttori, Raffaele Fitto, lancia messaggi a Berlusconi e annuncia: «Non parteciperemo con nostre liste alle prossime elezioni regionali, saremo in Forza Italia ma spiace che tutte le nostre manifestazioni siano accompagnate da commissariamenti, epurazioni e ripetute telefonate ai nostri dirigenti». Fitto non teme che i “suoi” candidati possano essere esclusi dalle liste per le regionali: «Se così fosse, dovrei pensare che temono i nostri consensi». «Comunque noi non siamo contro nessuno, ma per qualcosa. Non siamo all'attacco ma vogliamo dare solo un contributo e se la risposta è il commissariamento, ci dovremo difendere».  

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Fitto ha ribadito di non essere «contro Berlusconi». «Su alcuni punti nel passato abbiamo fallito - ha aggiunto - e per ripartire dobbiamo necessariamente ammettere i nostri errori. Berlusconi ha due opzioni: chiudersi in un bunker con alcuni collaboratori o ascoltarci e fare regole che ci portino a candidati eletti e non nominati».  

 

«Quello che chiediamo, tra l'altro, è che ci sia democrazia interna nel nostro partito. Vogliamo primarie fatte con regole certe, perché non si può più prescindere dalla legittimazione popolare. Basta con i candidati nominati», ha concluso.   All'appuntamento hanno partecipato circa 500 persone. Presente anche l'ex candidato governatore del centrodestra alle scorse regionali, Nello Musumeci. La manifestazione si è aperta con un video di sei minuti in cui si sono alternate immagini di Margaret Thatcher e Oriana Fallaci, simbolo di una politica europea e dell'immigrazione in cui i Ricostruttori si riconoscono, frammenti delle vittorie italiane nello sport, auspicio di un Paese che torni a vincere, e foto di personaggi come i giudici Falcone e Borsellino e don Pino Puglisi, uccisi dalla mafia.  

 

L'ex ministro Saverio Romano che ha introdotto la manifestazione ha sostenuto che «c'è una grande domanda di confronto e di partecipazione. Parliamo di contenuti, di cose da fare: fisco e sviluppo, sicurezza sociale, pmi, imprese, famiglia, lavoro. Su questi temi vogliamo offrire la nostra ricetta». «Qui in Sicilia - ha aggiunto - la situazione è disastrosa: abbiamo un presidente della Regione incapace e inadeguato che ha gestito in modo fallimentare la Regione».

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