home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Parte l’asta per i top hotel siciliani

Parte l’asta per i top hotel siciliani Acqua Marcia li offre a 241 milioni

Non si perderanno posti di lavoro: si vendono anche le gestioni

Parte l’asta per i top hotel siciliani Acqua Marcia li offre a 241 milioni

Dopo una lunga attesa è stato pubblicato il bando di gara per la cessione dei sei hotel siciliani del gruppo Acqua Marcia presieduto da Francesco Caltagirone Bellavista. E il bando è apparso su tre quotidiani, il «Corriere della sera», «Il Sole–24 Ore» e il «Financial Times». L’annuncio pubblicitario è schematico, dice solo che Il Tribunale di Roma, sezione fallimentare – giudice delegato Fabio Miccio, liquidatore giudiziale prof. avv. Giorgio Lener – mette in vendita sei alberghi di Acqua Marcia spa e Amt Real Estate spa che sono: Grand Hotel Villa Igiea, Grand Hotel ed Des Palmes e Hotel Excelsior Hilton di Palermo, Excelsior Grand Hotel di Catania, Hotel Des Etrangers & Spa di Siracusa, San Domenico Palace Hotel di Taormina. 

Si tratta di alberghi tra i più prestigiosi e antichi di Sicilia, ciascuno con la propria storia. E ciascuno con il suo prezzo a base d'asta:
Hotel Des Etrangers di Siracusa (5 stelle, 76 camere) 24.477.558,59 euro (di cui24.197.558,59 per l'immobile e 280 mila per l'Azienda di gestione);
Excelsior Gran Hotel di Catania (4 stelle, 176 camere) 29.353.550,95 euro (di cui 28.663.550,05 per l'immobile e 690.000 per l'Azienda di gestione);
Hotel Excelsior Hilton di Palermo (4 stelle, 115 camere) 23.151.161,55 euro (di cui 22.411.161,65 per l'immobile e 740.000 per l'Azienda di gestione;
Grand Hotel et Des Palmes di Palermo (4 stelle, 178 stanze) 29.775.549,56 euro (di cui 29.475.549,56 per l'immobile e 300 mila per l'Azienda di gestione;
Grand Hotel Villa Igiea di Palermo (5 stelle, 124 camere) 66.741.890,91 euro (di cui 63.741.890,91 per l'immobile e 3 milioni per l'Azienda di gestione;
San Domenico Palace Hotel di Taormina (5 stelle, 108 camere) 72.836.275,35 euro (di cui 61.836.275,91 per l'immobile e 11 milioni per l'Azienda di gestione).
Complessivamente il valore dell'intero «pacchetto» è di 241 milioni di euro, di cui i soli Villa Igiea e San Domenico valgono più della metà.

 

Entro giugno chi ha presentato manifestazioni di interesse potrà accedere al «data room» per l'approfondimento dei dettagli e poi gli investitori potranno fare la propria offerta, o per un solo albergo, o per più alberghi, oppure per l'intero blocco. La formulazione delle offerte è prevista entro le 12 di venerdì 26 giugno e le offerte avranno efficacia fino a martedì 3 ottobre 2015. L'apertura delle buste avverrà mercoledì 1° luglio 2015 alle ore 12 presso uno studio notarile da prescegliere.

Ci vorrà una fidejussione del 5% dell'importo offerto. Sarà valutata la congruità delle offerte e quasi certamente si arriverà ai rilanci. Sarà una cosa lunga, è prevedibile che non si riuscirà a chiudere nemmeno entro quest'anno. Il gruppo «Item» dello sceicco Hamed della famiglia reale di Abu Dhabi ha già fatto pervenire una sua offerta che sfiora i 100 milioni per quattro dei sei alberghi (Excelsior di Catania, San Domenico, Villa Igiea e Des Palmese) e pare ci sia anche un forte interessamento del gruppo americano Starwood che però è specializzato in gestioni alberghiere più che in acquisizioni. Può darsi che alle sue spalle ci sia qualche fondo di investimento, così come con «Item» c'è il gruppo Hilton pronto a gestire. La cosa importante è che sono salvaguardati i posti di lavoro perché si vendono insieme sia l'immobile e sia la gestione.

 

E' chiaro che trattandosi di alberghi che hanno almeno mezzo secolo sulle spalle si procederà a ristrutturazioni che comporteranno l'impiego di centinaia e centinaia di lavoratori. In questa fase siamo in regime di concordato preventivo in continuità. Il ricavato della vendita degli alberghi siciliani andrà ai creditori in quota parte. I beni mobili contenuti negli alberghi, arredi, poltrone, sofà, quadri, statue, eccetera, vincolati o non, formeranno oggetto di una procedura separata di vendita affidata alla casa d'aste «Gioielli di carta» e gli acquirenti delle strutture alberghiere avranno diritto di prelazione da esercitare entro 60 giorni dalla vendita provvisoria.

 

Come abbiamo pubblicato a suo tempo, i debiti di Francesco Caltagirone Bellavista verso le banche ammonterebbero intorno al miliardo di euro perché l'imprenditore aveva preso molte iniziative, tra cui quelle riguardanti i porti turistici di Imperia, Fiumicino, Civitavecchia e Siracusa. Il ricavato dell'asta per i sei grandi alberghi siciliani, la vendita ancora da definire del famoso Mulino Stucky di Venezia e di un albergo romano che era i procinto di essere aperto potrà consentire a Francesco Caltagirone Bellavista di far fronte al concordato con i creditori, e cioè soprattutto le banche. Il suo nome è stato di recente alla ribalta delle cronache per le vicende giudiziarie legate al porto turistico di Imperia che vorrebbe far diventare il più grande del Mediterraneo e per la sua amicizia con Chiara Rizzo, moglie separata del latitante Amedeo Matacena, che aveva fatto ingelosire l'ex ministro Scajola.

 

Ma a parte questi dettagli, è importante che un grande imprenditore legato alla Sicilia come Francesco Caltagirone Bellavista possa tornare ad operare. Per la storia patria ricordiamo che questi alberghi (tranne il Des Etrangers di Siracusa di più recente acquisizione) facevano parte della «Sgas» (Società grandi alberghi siciliani) la cui proprietà era detenuta dal Banco di Sicillia fino a quando Francesco Caltagirone Bellavista non acquistò tutto per 100 miliardi di circa 30 anni addietro.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa