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Catania, sigilli al lido balneare realizzato sul Lungomare

Dopo tante segnalazioni e denunce, ieri sono stati apposti i sigilli all'ex lido Tribeach, struttura balneare realizzata nell'estate del 2012 sul lungomare, nel tratto che va da piazza del Tricolore all'hotel Nettuno
Di Pinella Leocata

CATANIA - Infine, dopo tante segnalazioni e denunce, ieri sono stati apposti i sigilli alla struttura balneare realizzata nell'estate del 2012 sul lungomare, nel tratto che va da piazza del Tricolore all'hotel Nettuno. Dopo la più recente segnalazione del nostro giornale, del 18 febbraio scorso, e la denuncia alla Procura della Repubblica presentata nei giorni precedenti da un raggruppamento di associazioni (Argo, Cittàinsieme, Lipu, Wwf, Comitato Porto del Sole, Forum Salviamo il paesaggio e Borgo Marino di Ognina), l'ufficio urbanistica, su input dell'assessore Salvo Di Salvo, ha predisposto una verifica cui ieri mattina ne è seguita un'altra per valutare le difformità rispetto alla concessione data e prendere i relativi provvedimenti. E la decisione è stata quella di apporre i sigilli al Molido, già lido Tribeach della Buy2Build del signor Maccarrone che l'ha ceduto ad altro proprietario nell'agosto del 2014.   Il nostro giornale aveva sollevato il caso nella primavera del 2012, prima ancora che il lido vennisse realizzato, in area in parte demaniale e in parte privata, nonostante il parere contrario dato dalla Direzione Urbanistica nel 2011. La proprietà fece ricorso al presidente della Regione e al Tar e l'ex dirigente dell'ufficio comunale Concessioni rilasciò un parere con il quale si consentiva la realizzazione della struttura, ma solo per la durata della stagione balneare. L'ufficio Urbanistica del Comune, poi, impose l'obbligo che tutte le strutture e gli arredi fossero amovibili, dunque non ancorati al suolo, e che la recinzione, in vetro trasparente, non potesse superare il metro e quaranta centimetri. Condizioni che sono state tutte sistematicamente violate.   Il lido ha funzionato soltanto nell'estate del 2012, poi non è più stato riaperto, né smontato, per quanto riguarda la parte realizzata su suolo privato. Il 25 marzo scorso ha avuto luogo la prima ispezione al lido e ieri una nuova verifica nel corso della quale sono state riscontrate numerose difformità rispetto al dettato della concessione. Sono state trovate strutture realizzate senza alcun titolo quale il chiosco, il bancone del bar, i Wc, gli spogliatori. Inoltre le piattaforme in legno, sotto le quali passano numerosi sottoservizi, non sono state smontate a fine stagione, così come previsto e imposto dalla concessione demaniale che prevede uguali condizioni sulla parte pubblica e su quella privata. Anche la recinzione è fuori regola perché realizzata con una rete da pollaio, anzicchè in vetro, e per un'altezza superiore al metro e quaranta previsto. Di qui i sigilli posti alle 15,45 di ieri. Adesso la proprietà avrà 90 giorni di tempo per decidere cosa fare e per mettersi in regola adeguandosi al dettato della concessione che, comunque, scade il 31 dicembre 2015.   Un controllo - sottolinea l'assessore Di Salvo - che verrà esteso a tutti i lidi e a tutte le strutture balneari sulla costa catanese a garanzia della tutela e della sicurezza dei cittadini, ma anche del rispetto dell'ambiente e della libera fruizione del mare cittadino. «Le autorizzazioni stagionali vanno rispettate e non ho paura di avviare tutte le azioni di rispetto del principio di legalità».   In una nota congiunta, inoltre, il sindaco Bianco e l'assessore Di Salvo esprimono «soddisfazione per la pronta azione dei tecnici e della polizia municipale» e sottolineano che la loro «intransigenza è finalizzata a riaffermare il principio di legalità troppe volte evaso nella nostra città». E aggiungono di avere dato disposizioni di inviare tutta la documentazione alla Procura della Repubblica per le indagini del caso.

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