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Acireale, doppio avvertimento al sindaco e al deputato regionale

Di Nello Pietropaolo

Acireale. Doppio attentato intimidatorio ad Acireale nei confronti del sindaco, Roberto Barbagallo e del deputato regionale Nicola D'Agostino. Un Venerdì Santo nella città delle “cento campane” vissuto in maniera concitata a dispetto della giornata di preghiera. Gran lavoro per polizia e carabinieri chiamati a dare le dovute risposte agli interrogativi sulle motivazioni, per il momento senza risposta, che tutti si pongono.

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Il primo episodio è avvenuto, ma di fatto, come vedremo, non sarà poi così, trenta minuti dopo la mezzanotte nella popolosa frazione di Aci Platani, quando è stata lanciata una bomba carta verso la Fiat 500 della moglie del sindaco, la signora Paola. L'auto si trovava parcheggiata dinanzi l'ingresso dell'abitazione; la donna era da poco rientrata dalla visita ai “sepolcri” del Giovedì Santo. Il sindaco Barbagallo, nel febbraio scorso, sempre dinanzi casa, aveva subìto la distruzione in un attentato incendiario della propria Smart I coniugi erano insieme quando hanno udito un boato provenire dall'esterno. Una bomba carta era stata lanciata fra l'ingresso e la parte anteriore sinistra del veicolo, procurando al mezzo comunque pochi danni.

 

Tale risultato, chiaramente, era voluto dagli stessi attentatori poiché importava molto di più il “segnale” da trasmettere. I rilievi sono stati compiuti dai carabinieri della compagnia di Acireale, con la strada chiusa al transito per svolgere accertamenti minuziosi. Sul posto sono accorsi pure polizia e vigili del fuoco. Mentre quindi nella caserma dell'Arma si stava investigando su questo episodio, alle 10 di ieri mattina è scattato un nuovo allarme con il ritrovamento di una testa mozzata di capretto, appesa sul lato interno del cancello d'ingresso della villa dove risiede l'onorevole Nicola D'Agostino.

 

Quest'ultimo, come è stato successivamente ricostruito, uscendo nella notte tra giovedì e ieri per recarsi ad Aci Platani, non appena avuta notizia di quanto avvenuto a Barbagallo, non si era accorto della presenza della testa mozzata, avendo attivato a distanza l'apertura automatica. La macabra scoperta è stata compiuta in seguito dalla moglie. Sul posto si sono quindi recati agenti di polizia, che svolge le indagini, e anche carabinieri. La testa dell'animale era appesa con una corda; nel capo era stato conficcato il bossolo di un revolver di grosso calibro, 44 Magnum. La villa si trova in una zona collinare alla periferia della città ed è munita di un impianto di videosorveglianza. Le immagini estrapolate dagli inquirenti hanno permesso di definire con esattezza orario, modalità e autori, gli stessi per entrambi gli episodi. Infatti ad agire sono stati, intorno a mezzanotte, due giovani a bordo di uno scooter. Avevano il viso travisato: il primo, longilineo, con un cappuccio, il secondo, più robusto, sembrerebbe indossare un berretto. Uno dei due ha scavalcato il cancello, portando a compimento l'azione.

 

Sulla base delle immagini delle telecamere, le forze dell'ordine sono riuscite ad estrapolare ulteriori immagini da altri impianti di videosorveglianza visionati in seguito nella zona di Aci Platani, il passaggio dei responsabili, questa volta con il “messaggio” rivolto al sindaco.

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