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Ragusa, azienda agricola fantasma con 83 braccianti e nessun terreno

Contestata dalla Guardia di finanza una truffa all'Inps da 365 mila euro. Vittoriese denunciato alla Procura e sequestrati i suoi beni per un valore equivalente

Di Redazione

La Guardia di Finanza di Ragusa ha scoperto, nell'ambito di una operazione denominata Phantom, un'azienza agricola vittoriese che aveva fittiziamente assunto 83 braccianti agricoli, i quali hanno percepito indennità non dovute per oltre 365 mila euro. L'azienda agricola di proprietà di I.F. ha assunto gli 83 lavoratori, tra il 2009 ed il 2011, senza neanche avere un terreno od una serra coltivata.

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Gli unici terreni riconducibili all'azienda erano certamente abbandonati ormai da diversi anni e su di essi non c'era traccia di alcuna coltivazione di ortaggi. Lo studio della contabilità dell'azienda agricola ha consentito inoltre di appurare che a fronte di un così ampio numero di dipendenti, l'azienda stessa non aveva ricavi tali da consentire sia il pagamento degli stipendi agli operai che il versamento dei relativi contributi previdenziali. Basti pensare ad esempio che nell'anno 2010, i ricavi erano pari a 0 (zero) e le somme da versare tra compensi e contributi erano pari ad euro 173.452 euro.

 

Tuttavia l'Inps erogava regolarmente le indennità di disoccupazione in favore dei braccianti dell'azienda, per i quali era stata creata una falsa posizione assicurativa, assistenziale e previdenziale. Tra i 65 lavoratori fittizi denunciati alla Procura di Ragusa vi sono anche 17 italiani prevalentemente vittoriesi, comisani, acatesi e niscemesi, oltre ad 1 rumeno, 1 algerino e diverse decine di tunisini, molti dei quali con buona probabilità non a conoscenza delle conseguenze penali delle false assunzioni.

 

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Vittoria, dopo aver quantificato l'ammontare dell'importo non dovuto, hanno contestato il reato di truffa aggravata, continuata e tentata ai danni dell'Inps. Il contributo indebitamente percepito ammonta ad euro 365.161 euro, dei quali è stato disposto il sequestro per equivalente, ovvero operato su beni mobili, immobili e conti correnti riconducibili al trentottenne vittoriese titolare dell'azienda, poiché strumentali alla commissione del reato di truffa all'Inps.

 

Il decreto di sequestro è stato emesso dal Gip Claudio Maggioni su richiesta del sostituto procuratore Valentina Botti che ha diretto e coordinato le indagini. Dai conteggi operati sulle denunce aziendali trasmesse dall'azienda all'Inps è emerso che e giornate lavorative dichiarate tra il 2009 ed il 2011 sono oltre 5.200; grazie alla “simulazione dell'ingaggio”, i falsi braccianti hanno indebitamente ottenuto la liquidazione dell'indennità di disoccupazione. Nel caso di specie i braccianti venivano assunti e licenziati nell'arco di pochi mesi, in modo da poter maturare l'indennità di disoccupazione.

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