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Immigrazione, gli sbarchi aumentano «Serve più equa suddivisione tra Regioni»

Solo 500 Comuni su 8092 hanno accolto profughi, il 50% al Sud
Di Alice Fumis

Aumentano gli sbarchi di migranti nel nostro paese. Nei primi tre mesi del 2015 il numero degli arrivi è stato superiore di “quasi mille unità” rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2014. E l'approssimarsi della bella stagione “preoccupa” il Viminale. Anche perché ad approdare sulle nostre coste non sono solo persone che lasciano le loro terre per motivi umanitari ma anche chi è alla ricerca di un lavoro, dal momento che “i decreti flussi non ci sono più” e “non esiste nessuna via legale di accesso al lavoro”. A fare il punto della situazione sul fenomeno migratorio è il Capo dipartimento Libertà civili e immigrazione del Ministero dell'Interno, Mario Morcone. L'occasione, la presentazione, a Roma, di 13 progetti di integrazione sostenuti dalla Fondazione con il Sud. Da gennaio al 7 aprile, ha detto Morcone, sono stati 12.616 i migranti arrivati nel nostro paese. Nello stesso periodo del 2014 la cifra si era fermata a quota 11.695. “La situazione per l'estate si prospetta preoccupante, ma faremo la nostra parte. Quest'anno vivremo una grande difficoltà”, che “dovremo affrontare in maniera civile, con la partecipazione di chi ha il governo dei territori. La nostra forza sono il sistema Sprar, che offre una qualità diversa dall'accoglienza generica ma riguarda solo circa 500 comuni su 8.092, e il Terzo settore e le fondazioni”. Fari puntati dunque sui toni del dibattito politico e sul rispetto degli accordi già presi per un'equa distribuzione dei migranti in tutte le regioni. Ad oggi, ha ricordato Morcone, il 50% degli immigrati in carico al sistema di accoglienza è “concentrato nelle 5 regioni del Sud” anche se “quelli che strillano sono altri”. “Ora si è prudenti e attenti perché siamo in periodo di campagna elettorale, ma poi” perché vengano rispettati gli accordi e quindi ci sia una più equa distribuzione dell'accoglienza “faremo quello che dobbiamo fare”. Nel frattempo è necessario “mollare la presa sul tema dell'immigrazione nella battaglia politica” e “affrontare l'argomento su un tavolo di confronto più civile”. Si avvicina l'appuntamento con le elezioni regionali, ha sottolineato il prefetto, “che fa alzare la voce su queste questioni, spesso strumentalizzandole”. Ma “dobbiamo prepararci a trasformare le difficoltà in opportunità e a superare il clima che si è creato. La paura dell'altro, come è avvenuto ieri nei confronti dei rom, non ci aiuta, ma amplifica i problemi”. Da qui l'iniziativa della Fondazione con il Sud, che ha investito 3,7 milioni di euro in 13 progetti che hanno come obiettivo l'ingresso degli immigrati nel mondo del lavoro e il contrasto dello sfruttamento. Da corsi di formazione per “assistente familiare” in Sicilia e Calabria, a una Fabbrica del riuso per la trasformazione e il riutilizzo dei rifiuti a Catania; da un ristorante di cucina mediterraneo-asiatico-africana a Lecce, all'implementazione di unità di strada e un ‘banco farmacì, a cui si possa accedere senza prescrizione medica, in Calabria: tutte “buone pratiche - è convinto il presidente della Fondazione, Carlo Borgomeo - che possono diventare un esempio per la politica”.

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