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Siciliano in fuga con la figlia di 15 giorni Trovato e arrestato dalla Polizia in Spagna

«Non avrei fatto del male alla bimba». La moglie: «Lo perdono»

Di Gaetano Ravanà

Agrigento. La fuga dell'aragonese Enzo Costanza, il papà scappato martedì scorso con il figlio neonato, si è conclusa ad Albacete in Spagna. La polizia della cittadina iberica lo ha individuato e fermato all'interno di un centro commerciale, mentre stava effettuando degli acquisti per il bimbo che ha appena 17 giorni. Alla vista dei poliziotti spagnoli, l'agrigentino non ha opposto resistenza. Il bimbo è stato visitato in un ospedale di Albacete: sta bene e, in attesa dell'arrivo della mamma Stefania, è stato affidato a un centro per minori.

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L'uomo, interrogato per diverse ore, è stato tratto in arresto. «Volevo andare a Santiago di Compostela, non avrei mai fatto male al piccolo... », ha detto Costanza. Secondo il codice penale spagnolo, Costanza verrà sottoposto a processo per direttissima. Già oggi comparirà davanti a un giudice del tribunale di Albacete che dovrà decidere se convalidare l'arresto – e stabilire l'entità della pena – oppure scarcerarlo. Decisivi, per l'individuazione del papà agrigentino che da tempo soffre di disturbi psichici, sono stati gli acquisti effettuati con la carta di credito. E, ieri mattina, la telefonata, prima e unica da quando si era allontanato, alla moglie: «Tranquilla, ti riporto il bambino. Io, poi, non so cosa farò... ».

 

Subito dopo ha chiuso la conversazione, non ha dato alla moglie nemmeno il tempo di replicare. Ma quei pochi secondi di telefonata hanno consentito ai carabinieri del Comando provinciale di Torino – la coppia era residente a Orbassano, a pochi chilometri dal capoluogo piemontese – di stringere il cerchio attorno all'impiegato trentanovenne e al figlioletto. Enzo Costanza, molto probabilmente, era diretto a Fatima, in Portogallo visto che negli ultimi tempi era diventato molto religioso. «Non c'è stata alcuna violenza sul bambino - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Torino, Arturo Guarino -: il piccolo è stato trattato molto bene».

 

Finito l'incubo per mamma Stefania che oggi stesso comunque sarà nella cittadina spagnola per riprendersi il figlio. L'incubo per lei era cominciato martedì scorso in un centro commerciale alle porte di Torino. La donna era andata a comprare cibo e pannolini per il bambino mentre il marito era rimasto in macchina col figlio. Mamma Stefania era rimasta all'interno del centro commerciale un quarto d'ora; all'uscita non aveva più trovato la macchina, una Fiat Freemont, che era stata immortalata soltanto giovedì in un distributore di carburante alle porte di Valencia, in Spagna, dove aveva pagato il pieno con una carta di credito. Nei fotogrammi, ingranditi al massimo dalla polizia scientifica, si vedeva sul sedile posteriore dell'auto l'ovetto verde del piccolo. Poi di nuovo nulla, con la mamma attaccata al telefono nella speranza che il marito si mettesse di nuovo in comunicazione con lei.

 

Almeno fino a ieri mattina. Mamma Stefania può tirare un sospiro di sollievo e ai giornalisti si è limitata a dire: «Perdono mio marito per quello che ha fatto: è un buon padre e ha trattato bene nostro figlio. Spero stia bene». Da diversi anni Costanza e i suoi familiari si erano stabiliti nel Torinese. La sua famiglia, papà Gaspare Costanza e la madre Antonina Meli, negli anni Settanta come tante altre persone avevano lasciato il “povero” Sud per trasferirsi al Nord con la prospettiva di trovare lavoro e benessere nella macchina produttiva.

 

Ad Aragona vivono diversi parenti, zii e cugini. Una di loro ricorda che «fino a qualche anno venivano in paese per trascorrere le vacanze, poi il matrimonio di Enzo e, per altri problemi, non si sono più visti». Il giovane viene descritto da tutti come un ragazzo tranquillo, simpatico. Lavorava in una società per conto del Centro Ricerche Fiat. Pochi conoscono i problemi che affliggono da tempo l'impiegato, tenuti sotto controllo grazie ai farmaci. Cinque anni fa Costanza si è sposato, trasferendosi con la moglie in un bel complesso residenziale a Orbassano. Lo scorso 30 marzo l'arrivo del piccolo sembrava avere portato una gioia immensa in famiglia, ma così, evidentemente, non è stato.

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