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Raccolta differenziata la Pescheria di Catania ci prova

Nuova “vita” per lo storico mercato del pesce etneo. Incoraggianti i dati del primo giorno con il nuovo regime di raccolta di rifiuti. Soddisfatti anche gli operatori
Di Cesare La Marca

CATANIA - «Mai avuti gli stivali così puliti a mezzogiorno in Pescheria, sarebbe stato impossibile. Ogni giorno a quest'ora per terra c'era sinceramente uno schifo di sangue, pesce e rifiuti, oggi tutti hanno visto la differenza». La strada è ancora lunga e richiederà un quotidiano e costante impegno, ma la titanica impresa “Pescheria pulita” è partita con il piede giusto, come osserva Ignazio Amara, uno dei più giovani operatori del mercato del pesce, nel primo giorno di raccolta differenziata “assistita” con cui si punta ad archiviare l'intollerabile condizione di degrado igienico che per anni ha penalizzato lo storico mercato del pesce. Sul posto è costante la presenza degli operatori ecologici dell'impresa Oikos che in quest'area della città effettua il servizio. Così i rifiuti che prima si accumulavano tra banconi del pesce e cassonetti, adesso “spariscono” dall'area di mercato perché gli stessi operatori ecologici provvedono a deporli in due punti di raccolta vicini e un po' decentrati, due mini isole ecologiche in via Casello e a pochi metri da piazza Currò. È soprattutto il dato sui rifiuti “umidi” differenziati a dare la misura di quello che in città si potrebbe fare e non si fa, con un ottimo 37,5 per cento, che nel giro di una decina di giorni dopo il necessario rodaggio potrebbe anche essere ritoccato. L'ARTICOLO COMPLETO SU “LA SICILIA IN EDICOLA”

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