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Muos, il procuratore di Caltagirone Verzera ”Ecco perché l'ho fatto sequestrare”

”Ho applicato la legge, indaghiamo su impatto ambientale”
Di Mario Barresi

Caltagirone. C'è gioia, il clima è quello di una festa. Che continuerà, fino a esplodere domani. Contro il “Muostro”. «Ma terremo gli occhi aperti». Perché i più arguti osservatori, nel fronte della contestazione, hanno in bocca «lo sgradevole sapore di un déjà vu». Come se quanto accaduto mercoledì in contrada Ulmo, sia una camomilla giudiziaria, un atto «di alleggerimento della tensione» per calmare gli animi alla vigilia della manifestazione nazionale in programma domani a Niscemi. Ma tant'è. Il giorno dopo il clamoroso sequestro del Muos – la notizia ha fatto il giro del mondo e, assicurano fonti attendibili, è arrivata anche nella stanza ovale della Casa Bianca – si consuma fra la soddisfazione dei No Muos e preparativi del corteo nazionale programmato comunque prima dei sigilli. Ma soprattutto, in quest'uovo con la sorpresa, c'è tanto lavoro. Quello, silenzioso prima e dopo i sigilli, della Procura di Caltagirone. Protagonista, per competenza, del gesto finito sulle breaking news di tutto il mondo. Il procuratore Giuseppe Verzera, osannato dai No Muos, non si sente certo un eroe anti–americano. «Ho fatto solo il mio dovere. Il Tar di Palermo, annullando le autorizzazioni, ha di fatto ritenuto abusiva la realizzazione di questo impianto ragion per cui di fronte a una struttura del tutto abusiva è stato da parte mia doveroso, anzi dovuto, chiedere al Gip il sequestro preventivo come era già stato fatto in passato». L'ARTICOLO COMPLETO NELL'EDIZIONE IN EDICOLA

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