L'intervista
Tony Canto e "Anima": il ritorno jazz tra bossa, chitarra e malinconia
Il cantautore messinese sarà sul palco della rassegna Jazz della Laudamo col suo nuovo album
Di Alessandra Mammoliti
Tra gli ospiti della rassegna jazz in programma alla Sala Laudamo anche Tony Canto che, accompagnato da Dino Rubino al pianoforte, Enzo Zirilli alla batteria, Fabio Sodano ai fiati e Marco Bardoscia al contrabbasso, presenterà al pubblico “Anima”: il suo sesto album, uscito il 10 gennaio 2025 per Athena Produzioni.
Un disco che ha segnato il ritorno sulle scene del chitarrista e compositore messinese che per questo lavoro ha collaborato con Dino Rubino, Enzo Zirilli, Marco Bardoscia, Luca Scorziello, Fabrizio Bosso e Ferruccio Spinetti. Otto tracce che assomigliano a una passeggiata durante un pomeriggio grigio, in cui ti senti al sicuro; in un momento di comfort. In cuffia sembra di ascoltare il sole mentre Tony Canto ci dice che esiste anche la bellezza imperfetta, una crepa da cui passa la luce. Perché anche la tristezza è vita, un po’ come la pioggia.
“Anima” rappresenta per Canto una virata estetica verso sonorità più propriamente jazz, un territorio che il chitarrista ha sempre frequentato ma che in questo lavoro emerge con maggiore evidenza e maturità espressiva. Un equilibrio che Canto traduce in un linguaggio personale, dove la chitarra diventa voce narrante di storie sospese tra jazz, bossa nova e forma canzone.
Il cantautore sarà in concerto giovedì 19 marzo alle 21.00, e qualche giorno prima, l’1 marzo, esordirà a Nola con un nuovo progetto di trio, composto da Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Fabrizio Bosso alla tromba.
Tony, che rapporto hai con il jazz?
Sono cresciuto musicalmente con Wes Montgomery, Chet Baker, i Weather Report, Napoli Centrale, i Perigeo e tanto altro. Chiaramente vista l'età ero affascinato anche dalla forma canzone e devo dire che ho avuto la fortuna di essere adolescente in un periodo in cui esplodeva Pino Daniele che comunque comunicava da musicista.
Cosa significa per te “Anima”?
Nel tempo sono stato rapito da João Gilberto che per me è stato una sorta di illuminazione. La bossa nova racchiude a mio avviso tutto ciò: il jazz, la canzone e il rigore. In questo ultimo album di inediti, ho esteticamente virato verso la sonorità jazz per una esigenza espressiva più grande e adulta e anche per l'incontro con straordinari musicisti che fanno parte del mio progetto. Artisti con cui interagire e imparare a maturare, migliorando.
A cosa stai lavorando?
È appena uscito per Biscoito Fino, la più importante casa discografica brasiliana, un album che ho registrato a Rio de Janeiro un anno fa interamente dedicato ad Antônio Carlos Jobim e Domenico Modugno: un disco in duetto con Celso Fonseca, un grandissimo musicista cantautore. Questa collaborazione mi ha particolarmente sorpreso per naturalezza, spontaneità e armonia umana e musicale.