Arte e commercio
Il "talismano" di Antonello da Messina vola all'asta Sotheby's a New York
La tavola fronte-retro di Antonello da Messina, Ecce Homo - San Girolamo penitente, ha un valore di 10–15 milioni di dollari
di Alessandra Mammoliti
Così piccola eppure così intensa. Parliamo dell’opera “Ecce Homo - San Girolamo penitente” di Antonello da Messina che il 5 febbraio sarà messa all’asta da Sotheby’s di New York per quello che sembra essere uno degli appuntamenti più importanti per il settore del mercato d’arte internazionale.
La tempera grassa su tavola bifacciale, della dimensione 20,3 x 14,9 cm - per un valore stimato tra i 10 e i 15 milioni di dollari, è stata realizzata nei primi anni Sessanta del Quattrocento durante la permanenza di Antonello nella città dello Stretto. La tavola, infatti, con funzione devozionale privata, rappresenta da un lato Cristo a mezzo busto dietro un parapetto che reca la scritta INRI, con un’espressione che lo storico d’arte Federico Zeri definì “smorfia straordinaria” di grande coinvolgimento emotivo. L’altro lato, invece, raffigura San Girolamo inginocchiato, in un momento di preghiera, immerso in un paesaggio brullo che offre uno scorcio d’acqua.
«Un assoluto capolavoro – commenta lo storico e critico d’arte messinese Mosè Previti – che racconta bene la sua peculiare formazione e soprattutto la potenza psicologica della sua pittura. Un dipinto che la Sicilia dovrebbe acquistare a qualsiasi costo. Il fatto che sia fronte retro lo rende anche doppio rispetto al suo valore. Questo dipinto farà un prezzo incredibile all’asta».
«Artista di notevole originalità, – scrive Sotheby nel catalogo – Antonello fuse la maestria olandese del realismo descrittivo con la preoccupazione italiana per l'espressione emotiva e la presenza pittorica, una sintesi particolarmente evidente nell'immediatezza psicologica con cui Cristo si pone di fronte allo spettatore. La tavola esemplifica l'approccio empatico di Antonello all'immaginario devozionale, umanizzando un soggetto intensamente sacro attraverso un approccio diretto e intimo che invita all'identificazione emotiva e al coinvolgimento spirituale».
L’opera fu presentata per la prima volta a Messina nel 1981 proprio da Federico Zeri (di cui parlerà anche in “Dietro l’immagine. Conversazioni sull'arte di leggere l'arte”, a cura di Ludovica Ripa di Meana, Longanesi, 1987) il quale ipotizzò che il dipinto fosse un piccolo oggetto portatile, considerata la dimensione e l’usura della tavola, probabilmente custodito in una borsa di cuoio. «Destinata – continua la casa d’asta – a guidare l'osservatore nella preghiera e nella meditazione, l'immagine incoraggiava la contemplazione empatica e la pietà imitativa. In quanto tale, sarebbe stata toccata, accarezzata e persino baciata, atti che permettevano al devoto di entrare in contatto con l'immagine sia spiritualmente che fisicamente».
“Ecce Homo - San Girolamo penitente” è stata esposta a Madrid, New York, Roma e, più recentemente, alla retrospettiva su Antonello da Messina a Palazzo Reale di Milano nel 2019. Fino al 1900 circa l'opera faceva parte di una collezione privata in Spagna, per poi passare attraverso la prestigiosa galleria Wildenstein & Co.