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Alla scoperta dei tesori di Ibla con i buskers

La cittadella barocca di Ragusa si accende per la 23esima edizione grazie alla magia di Ibla Buskers il festival di artisti di strada che valorizza luoghi sconosciuti e antichi come il quartiere Cosentini

Di Amelia Cartia

«E’ un’idea affettiva, la nostra: è da quella che nasce Ibla Buskers. L’idea che ci porta a prendere un posto e una storia che in teoria sono sotto gli occhi di tutti, ma che in pratica non vengono più notati da nessuno, per renderne visibile la bellezza nascosta».
Quello di Antonio La Cognata e Francesco Pinna per la loro Ibla è un amore che dura da sempre, e che ormai da ventitré anni, dà vita al ritmo giocoso di una festa di strada sempre nuova e sempre più partecipata. Un circo a cielo aperto che anche quest’anno animerà le strade di Ibla dal 5 all’8 ottobre, con il suo carico di musicisti, di clown, di acrobati e di attori. E con un’idea.
«È questa idea affettiva – ci spiegano i promotori dell’associazione culturale Edrisi – che ci ha portati, ormai più di venti anni fa, a voler scommettere sul quartiere storico di Ragusa, che all’epoca, ben lontano dalla valorizzazione che l’ha poi reso il gioiello che è adesso, era ancora un quartiere quasi dimenticato della città. Grazie alla lungimiranza del sindaco Giorgio Chessari e dell’assessore Totò Ottaviano, recentemente scomparso, è iniziata la scommessa del festival».

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Ibla Buskers 2017 manifesto

Una scommessa vinta che non smette di stupire. Era nascosta, Ibla, vent’anni fa, e – raccontano ancora La Cognata e Pinna – l’unico modo per raccontarla era prendere in prestito un inciso di Bufalino: “Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla. Fatto sta che ci vuole una certa qualità d’animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia”. Una descrizione, un invito all’ascolto e alla ricerca che adesso, ora che sono passati di qua la televisione e l’Unesco, portandosi dietro il resto del mondo armato di macchine fotografiche, non smette di essere valido.
«Sono cinquantasei i quartieri di Ibla, ma chi lo sa? Sì, è bellissimo il Duomo di San Giorgio e sono bellissimi i palazzi del centro storico, ma questo ormai lo sanno tutti: a che serve che lo ripetiamo anche noi? Come associazione culturale troviamo utile dare un contributo di novità a questa città, far nascere un interesse nei giovani, legarli anche affettivamente ai piccoli tesori che così condividiamo».
Piccoli tesori di memoria di cui Ibla delle meraviglie non si mostra mai avara. Il tesoro, quest’anno, è il vecchio quartiere dei Cosentini: un borgo nel borgo, situato fuori dalle antiche mura cittadine, arroccato su un costone di roccia, alle spalle della Chiesa delle Anime del Purgatorio e di Palazzo Sortino Trono, all’ombra della Torre dell’Orologio. Per trovarlo, occorre l’attenzione raccomandata da Bufalino.

Ragusa Ibla borgo dei cosentini

Il borgo dei Cosentini a Ragusa Ibla

«Il quartiere è un dedalo di stradine e piccoli chiassi, fu costruito dai sessanta calabresi che vennero al seguito di Goffredo il Normanno nel 1093. Gli stranieri, come accadeva spesso, non furono accolti tra le mura cittadine romane e bizantine che erano appena state prese dai normanni dopo la lunga dominazione degli arabi, e si costruirono una loro piccola fortezza: ancora oggi si può vedere che tra le vie Giula e Ioppolo e la “scalazza” che porta all’Orologio esiste una contiguità tale che, immaginando due porte, si ha chiara la visione di un blocco inespugnabile: era una città fortificata fuori dalla città fortificata. Il sistema medievale è ancora leggibile tra le stradine del quartiere, ed è sfruttando le sue giravolte che organizzeremo il percorso di quest’anno».

Ibla Buskers 2016

Un concerto di Ibla Buskers 2016 in piazza Duomo

Un percorso che sperimenterà anche un dialogo tra le epoche storiche e le stratificazioni del tessuto cittadino.
«L’ingresso – raccontano ancora La Cognata e Pinna – sarà dal piano nobile di Palazzo Sortino Trono, un edificio storico che a lungo è stato chiuso e dimenticato, dove saranno allestite le prime installazioni. Da lì si avrà accesso al labirinto di viuzze e di chiassi dove avranno luogo gli spettacoli». Il palcoscenico, chiuso tra edifici barocchi e casette popolari, è sovrastato dalla Torre dell’Orologio, quinta d’eccezione. Oltre agli spettacoli, poi, saranno allestiti (fuori dallo spazio chiuso del forte cosentino) laboratori e attività per i più piccoli, mentre come ogni anno la fruibilità del festival sarà assicurata da un servizio di autobus.

amelia.cartia@gmail.com

Ibla Buskers cs

La presentazione del programma di Ibla Buskers 2017

Leggi il programma e gli artisti di Ibla Buskers 20127

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