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Enrico Sortino, energia allo stato puro

Con tre spettacoli teatrali in cantiere e due progetti televisivi al momento top secret l'attore catanese, fondatore della Scuola del Musical e della compagnia Vucciria Teatro insieme a Joele Anastasi, è un artista instancabile 

Di Rosalba Cannavò

«Non riesco a stare troppo tempo in un posto perché sento che la mia energia si spegne. Ho bisogno di spostarmi per dare slancio alla voglia di muovermi con il corpo e la mente. Sento di essere un catalizzatore, raccolgo le energie confuse e le rimetto in circolo. E’ il mio modo di stare nel mondo». Si presenta così l’attore catanese Enrico Sortino che, pur avendo superato i trent’anni, ha mantenuto l’energia e la positività di un bambino. E così deve essere se riesce a saltare di palcoscenico in palcoscenico ora per un musical ora, e sempre più spesso, per uno spettacolo di Vucciria Teatro, la compagnia che ha fondato insieme a Joele Anastasi.

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Che ruolo ha avuto il teatro nella sua vita?
«Mi ha aperto tutti i canali emotivi possibili, quelli che teniamo implosi tutelati dalla maschera che portiamo addosso, come ho scritto nel mio libro "Sette volte un uomo", i sette peccati capitali in cui ho affrontato il dramma dell’esistenza di chi si nasconde dietro le maschere della vita».

Lo spettacolo Battuage con Enrico Sortino e Joele Anastasi

Enrico Sortino e Joele Anastasi in "Battuage"

Come è iniziata la sua avventura nel mondo del teatro?
«A 18 anni ho fatto la spalla, durante un provino per lo Stabile di Catania, a Ludovica Castelli, un’attrice, oltre che una carissima amica, che purtroppo non c’è più. Poi ho frequentato l’accademia dello Stabile mentre continuavo a frequentare l’ultimo anno del Liceo Spedalieri. A vent’anni mi sono presentato ad Antenna Sicilia, Andrea Lodato mi disse subito che avevo una faccia interessante e mi chiamò per una pubblicità. Da lì è iniziata la mia avventura televisiva, era il 1999, in programmi come "Part time" e "Joy", dove conducevo una rubrica. A 22 anni ho lasciato Catania, sentivo di voler cambiare. Così ho fatto un breve passaggio nel programma nazionale "Amici" e poi sono arrivato a Mtv. Grazie ad Alex Petroni, responsabile di un’importante agenzia di Roma, sono entrato a far parte del cast del film "Paolo Borsellino" di Gianliuca Maria Tavarelli, in cui ho interpretato un uomo della scorta. Dopo la partecipazione ad alcune serie tv (da "Il commissario Rex" a "Squadra antimafia 6", ndr) nel 2003 ho seguito un corso di doppiaggio e sono entrato nella scuola di Corrado Pani: qui ho conosciuto il musical e me ne sono innamorato. Sono subito entrato a far parte del musical Les Folies de Paris (Moulin Rouge) diretto da Fulvio Crivello e da allora non mi sono più fermato tra cinema, teatro, musical e conduzione».

Com’è nata l’idea di aprire una scuola del Musical a Catania?
«Dal fatto che non sono riuscito a portare uno spettacolo di musical a Catania. Ho pensato che in città non esisteva una scuola di arti dello spettacolo, una formazione artistica multidisciplinare. Nel 2006,quando abbiamo aperto, c’ è stato un boom di iscrizioni, vennero da tutta la Sicilia. Abbiamo scelto un gruppo d’ insegnanti d’avanguardia e grande bravura: Marco Ravalli, Antonio Caruso, Silvio Laviano, Nicola Alberto Orofino, alcuni docenti internazionali. La richieste erano sempre in continuo aumento, così nel 2012 abbiamo aperto una sede a Palermo e una a Roma, grazie a Matteo Montalto ed Annalisa Cucchiara. Poi si sono aggiunte quelle di Torino e Pescara, prossimamente contiamo di arrivare a Milano e Lecce. La nostra concezione di formazione fa riferimento all’American Musical Theatre Accademy di Londra e alla New York Film Theatre Accademy».

Misantropo con Egle Doria e Enrico Sortino

Enrico Sortino e Egle Doria in "Misantropo", regia di Nicola Alberto Orofino
foto di Gianluigi Primaverile

Qual è il personaggio, tra i tanti interpretati, a cui è più legato?
«E’ uno dei protagonisti dello spettacolo Io, mai niente con nessuno avevo fatto che abbiamo messo in scena in tutta Italia con Vucciria Teatro, la compagnia che ho fondato insieme a Joele Anastasi. In questo spettacolo sono Giuseppe, focoso insegnante di danza, dalla passionalità travolgente. Riesco ad entrare ed uscire dal personaggio con rapida facilità, e anche questo me lo rende affascinante ed unico».

C’è un persona che deve ringraziare per la realizzazione della sua vita professionale?
«Sicuramente Joele (Anastasi, ndr), con lui condivido un grande progetto a carattere internazionale con Vucciria Teatro».

I suoi prossimi progetti?
«Al momento mi divido in tre spettacoli Nel nome del nostro sacro corpo di Vucciria Teatro, Il Misantropo di Orofino e Il grande Gatsby. Inoltre sto lavorando ad altri due progetti televisivi di cui però non posso parlare perché ancora sono in fase di elaborazione».

etnarosa@tiscali.it

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