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Dalla Sicilia all'Australia, tre continenti su due ruote

Si è concluso alla vigilia di Natale il primo step del giro di Coco che, partito in luglio da Zafferana Etnea, è arrivato in Australia passando per il Medioriente, la Russia e la Corea

Di Lavinia D'Agostino

Ci sono sogni che restano sogni per sempre, e poi c’è chi ha il coraggio di tirarli fuori dal cassetto. Sebastiano Coco è uno di questi: si è regalato il giro del mondo in motocicletta step by step per i suoi 57 anni. Partito lo scorso 16 luglio dalla piazza di Zafferana Etnea insieme alla moglie Venera Eleonora Russo (che lo ha accompagnato per una parte), è rientrato alla vigilia di Natale, dopo quattro mesi e mezzo di viaggio e 31.000 chilometri percorsi a bordo della sua BMW 1200. Appassionati mototuristi, i coniugi Coco sono due esperti e preparati viaggiatori. «In quasi 150 giorni ho visto di tutto – racconta Coco -: deserti, vallate, depressioni, montagne, laghi salati… di più non avrei potuto immaginare. Ho fatto degli incontri strepitosi, nella mia mente ci sono ancora una miriade di volti, tutti sorridenti».

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Venera E. Russo

Venera Eleonora Russo a Dogubayazit, confine turco con l'Iran

Il progetto originario prevedeva di raggiungere le steppe Kazake dai paesi mediorientali e poi su, fino a incrociare la Transiberiana, fino a Vladivostok, per raggiungere il Giappone, la Corea e l’Australia. «La prima parte del viaggio – racconta Coco – è stata la più bella, mentre la tratta più impegnativa è stata quella russo-siberiana».
I coniugi Coco sono partiti all’indomani del tentato golpe turco, evento che ha cambiato un po’ il loro programma.
«La strada lungo la Grecia è stata semplice e gradevole, ma il tentato golpe ci ha messo un po’ d’ansia – raccontano -. Quando siamo arrivati a Istanbul la situazione era tutt’altro che serena, e abbiamo deciso di procedere in modo forzato verso l’Iran».

Sebastiano Coco in Turchia

Sebastiano Coco in Turchia al Monte Ararat

Sembra paradossale, ma i due si sono sentiti “al sicuro” solo in Iran, paese che, con la sua bellezza senza tempo e il suo grande senso dell’accoglienza, è stata la rivelazione di questo viaggio.
«In Iran ci siamo trovati benissimo – continua Sebastiano -. Abbiamo visitato i monasteri lungo il confine armeno e le città di Tabriz e Urmia, oltre alle classiche città iraniane. Dell’Iran ci siamo innamorati, nonostante le donne siano soggette a una condotta molto restrittiva, a partire dal chador».
Velo, quest’ultimo, che ha dovuto indossare anche Venera Eleonora, nonostante viaggiasse in motocicletta e a quasi 50°.
«Sento di dover ringraziare gli iraniani – racconta lei –. Pur non parlando l’inglese ci hanno fatto da guida all’interno delle città, ci hanno ospitato nelle loro case e insegnato a mangiare bene. Purtroppo so che tutto quello che hanno fatto per noi non potrà mai essere ricambiato».

Sebastiano Coco in Iran

Sebastiano Coco in Iran

«L’Iran è veramente un posto magico – aggiunge Sebastiano-. I loro monumenti sono tra i più belli del mondo, come a Kashan, Shiraz, Yazd e Persepoli. Ma l’Iran è anzitutto la sua gente: l’affetto, la cordialità, il calore e il grande senso di ospitalità che li contraddistingue. Visitare l’Iran è una grande lezione di vita: per loro l’ospite, lo straniero in generale, è mandato da Allah, e per questo va accudito, anche oltre la propria possibilità».

Sebastiano Coco e moglie in Iran

I coniugi Coco in Iran

Lasciato a malincuore l’Iran, i coniugi Coco hanno proseguito verso il Turkmenistan.
«La cosa più bella di questo tratto è stata la notte trascorsa nel deserto: abbiamo dormito davanti ai crateri di Darvaza, la “Porta dell’inferno”, sotto a un cielo con cinque milione di stelle».

 Sebastiano Coco in Turkmenistan

Sebastiano Coco ai crateri di Darvaza, nel deserto turkmeno


Dal Turkmenistan all'Uzbekistan, dove, oltre alla più nota Samarcanda, hanno visitato città ricche di fascino.
«Come Bukhara, dal tipico colore sabbia – continuano - ma soprattutto Khiva, una città medievale bellissima caratterizzata da maioliche azzurre e verdi».

 Sebastiano Coco in Uzbekistan

Sebastiano Coco con un gruppo di donne uzbeke

Sebastiano Coco a Samarcanda

Sebastiano Coco a Samarcanda, Uzbekistan

Dall’Uzbekistan Venera Eleonora è rientrata in Italia per motivi di lavoro, mentre Sebastiano ha continuato il viaggio.
«Ho attraversato da solo tutto il Kazakistan e la Russia – continua Coco - lungo la rotta della Transiberiana, tra steppe e boschi interminabili». E dopo una visita a Ulan Bator (Mongolia), è arrivato sulla costa, a Vladivostok, da dove ci si imbarca per il Giappone. «In quel momento però il Giappone era attraversato da un violento tifone, così ho raggiunto la Corea del Sud, una bomboniera di posti deliziosi».

Sebastiano Coco e la Tranbsiberiana

La Transiberiana in Russia

Dopo 10 giorni in Corea, Sebastiano ha spedito la sua moto fino in Australia, ultimo step di questo lungo viaggio, dove si è ricongiunto con sua moglie.
«Ci siamo concentrati sulla costa orientale: verso nord superando il Tropico del Capricorno, e poi verso sud, fino a Sidney, dove abbiamo preso l’aereo per tornare a casa. In Australia ci sono luoghi da cartolina, ma anche molti pericoli. Il mare, in particolare, è infestato da squali, coccodrilli e i mortali jellyfish. Ma ci sono anche le balene, che abbiamo potuto vedere da vicino in pieno oceano. Un vero spettacolo».

Sebastiano Coco a Brisbane, Australia

Coco a Brisbane, in Australia

E se la natura è generosa, gli australiani…
«Sono razzisti – ci confida Venera -, molti di quelli che si sentono “autoctoni” non vedono di buon occhio gli stranieri, e tutti odiano gli aborigeni».
Adesso che sono tornati a casa, tra migliaia di ricordi, di foto e immagini video ancora da riordinare, Sebastiano Coco programma il secondo step del suo giro del mondo su due ruote, quello che lo porterà in Africa. Intanto però, qualcosa è cambiato per sempre: «Il mio approccio con la vita: oggi il mio tempo si misura nella felicità che riesco a dare alle persone che mi stanno vicino».

laviniadagostino@tin.it

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