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Una matassa che non si riesce a sbrogliare

Rifiuti. Non c’è ancora una soluzione sulla gestione dell’impianto di compostaggio e le vasche in disuso di Timpazzo

26 Novembre 2025, 10:28

Solo i sindaci di Gela, Butera e Niscemi e il delegato della Provincia il consigliere Filippo Balbo hanno preso parte ieri all’incontro con Ato Ambiente Cl2, società in liquidazione guidata da Giuseppe Lucisano. Sul tappeto due questioni spinose che si trascinano da tempo senza soluzione: la gestione dell’impianto di compostaggio di Brucazzi e le vasche non più in esercizio della discarica di Timpazzo.

Riguardo all’impianto di compostaggio l’Ato Cl2 ha concluso una gara per l’affidamento a cui hanno partecipato due ditte. I sindaci hanno evidenziato, invece, la volontà che l’impianto resti di proprietà pubblica con un’ipotesi di compensazione dei debiti tra Ato e Impianti. Ma Ato, essendo, una società in liquidazione, ha necessità di incassare e quell’impianto lo ha stimato in 4 milioni e mezzo di euro. I sindaci hanno insistito e hanno chiesto che Ato si consulti con i suoi legali per verificare la possibilità di annullare la gara o di sospenderla mentre la Srr impianti formula la proposta. Durante l’incontro è stata sollevata la questione dello stato in cui si trova l’impianto di compostaggio perché nella recente riunione della Srr era stato sollevato il dubbio del funzionamento. Ipotesi smentita da Ato Cl2 secondo cui invece l’impianto è pronto per essere messo in marcia. Al delegato della Provincia che ha chiesto perché era rimasto fermo è stato risposto che Impianti che ha le concessioni di conferimento dell’umido lo porta nelle piattaforme fuori provincia con un costo di 125 euro a tonnellata mentre a Brucazzi costerebbe 85 euro. C’è da dire però che per la sua capacità l’impianto gelese non potrebbe soddisfare le esigenze di tutti i Comuni dell’Ato ma portare solo sollievo.

Altro capitolo è quello delle vasche dismesse di Timpazzo che sono di proprietà del Comune di Gela. Il sindaco Di Stefano vuole che passino a Impianti ma c’è da dare corso ad un decreto del 2024 per la copertura delle vasche che ha un costo di decine di milioni di euro. Chi deve pagare? La seduta si è conclusa con la decisione della convocazione di un tavolo tra Ato Cl2, Srr, Impianti e Comune di Gela per verificare quali strade percorrere per effettuare il passaggio delle vasche come vuole il sindaco.

Vicende che si trascinano da tempo con la matassa che non si sbroglia mai.