il report
Rifiuti, il rapporto Ispra 2025: la Sicilia rallenta, il Nisseno tra criticità e segnali di recupero. I casi di Mussomeli e Gela
Raccolta differenziata in crescita, ma la Sicilia resta indietro; nella provincia di Caltanissetta forti disomogeneità tra comuni
Il nuovo Rapporto Rifiuti Urbani – Edizione 2025 dell’Ispra conferma un quadro nazionale in crescita sia per la produzione dei rifiuti sia per la raccolta differenziata, con un Mezzogiorno che continua a ridurre il divario rispetto al resto del Paese. La Sicilia, tuttavia, resta tra le regioni più lente nel percorso verso gli obiettivi europei, con performance ancora disomogenee tra territori. All’interno di questo scenario, la provincia di Caltanissetta rappresenta uno dei contesti più complessi, caratterizzato da livelli di raccolta differenziata inferiori alla media nazionale e da una produzione pro capite che negli ultimi anni ha mostrato oscillazioni significative. I dati provinciali, disponibili attraverso il Catasto Nazionale Rifiuti dell’Ispra, evidenziano differenze marcate tra i comuni del territorio. I due casi più evidenti sembrano quelli di Gela nel sud del Nisseno e Mussomeli nel Nord.
Gela, il comune più popoloso della provincia, continua a essere uno dei punti più delicati del sistema rifiuti nisseno. La città registra da anni valori di raccolta differenziata inferiori alla media regionale e un’elevata produzione di rifiuti indifferenziati, con ricadute dirette sui costi di gestione e sul ricorso alla discarica. Secondo i dati comunali consultabili nel Catasto Ispra, Gela mostra un andamento che, pur con lievi miglioramenti negli ultimi esercizi, rimane distante dagli standard richiesti dal Piano regionale dei rifiuti e dagli obiettivi europei. La pressione demografica, la complessità del tessuto urbano e le difficoltà strutturali del servizio contribuiscono a mantenere la città tra le realtà più problematiche della Sicilia.
Anche nel 2025 Mussomeli si è collocato tra i territori più virtuosi in Sicilia. La raccolta differenziata raggiunge il 72,85%, un risultato che non solo supera la media siciliana, ferma al 55,51%, ma va oltre anche quella nazionale, pari al 67,69%. La qualità del servizio non si misura solo nelle percentuali: si misura anche nei costi. E qui Mussomeli conferma la sua capacità di coniugare sostenibilità e buona amministrazione. Con 137,57 euro per abitante all’anno, il costo del servizio rifiuti è tra i più bassi in assoluto, con un risparmio di circa 100 euro rispetto alla media siciliana e di 80 euro rispetto a quella nazionale. Un risultato che dimostra come una gestione attenta possa generare benefici concreti per le famiglie. Anche la produzione di rifiuti pro capite racconta una storia positiva: 399,86 kg all’anno per abitante, molto meno rispetto ai 453,66 kg della Sicilia e ai 507,90 kg della media italiana. È un dato che parla di consapevolezza, di scelte più responsabili, di un rapporto diverso con ciò che consumiamo e con ciò che scartiamo. «Questi risultati – afferma il Sindaco di Mussomeli, On. Giuseppe Catania – dimostrano come la sensibilizzazione ambientale, le buone pratiche quotidiane e la collaborazione costante tra istituzioni e cittadini possano tradursi in benefici concreti per l’ambiente e per l’intera collettività. Non si tratta di un punto di arrivo, ma di uno stimolo a migliorare ulteriormente, investendo sul futuro delle nuove generazioni».
Il Rapporto Ispra 2025 sottolinea come la gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno richieda interventi strutturali, nuovi impianti e una maggiore efficienza dei servizi locali. La provincia di Caltanissetta rientra pienamente in questo quadro: la mancanza di infrastrutture adeguate, la dipendenza dalle discariche e la fragilità dei sistemi di raccolta rendono urgente una strategia di lungo periodo. Gela, in particolare, rappresenta un banco di prova decisivo: migliorare le performance del comune significherebbe incidere in modo significativo sull’intero bilancio ambientale provinciale.