5 gennaio 2026 - Aggiornato alle 04:00
×

Il caso

Consorzio universitario Ragusa, Campo (M5s): "Nessuna donna nel Cda"

Lo dice la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, insieme alla rappresentante cittadina Najla Hassen, presentando una apposita interrogazione all’Ars

Redazione Ragusa

04 Gennaio 2026, 11:52

Ragusa panoramica

Una panoramica della città di Ragusa

«Il nuovo Consiglio d’amministrazione del Consorzio universitario di Ragusa è tutto al maschile, su tre nominati non è stata prevista nemmeno una donna. Eppure sono tutte nomine fatte da rappresentati delle istituzioni che dovrebbero ben conoscere la vigente normativa degli enti sottoposti a vigilanza e controllo regionale. A maggior ragione il sindaco di Ragusa, che ha effettuato per ultimo la nomina del terzo membro maschio, si sarebbe dovuto sentire obbligato al rispetto delle regole che sanciscono la garanzia della pari opportunità e l’equilibrio tra i generi. Difatti, nessun genere può essere rappresentato oltre i due terzi». Lo dice la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, insieme alla rappresentante cittadina Najla Hassen, presentando una apposita interrogazione all’Ars.
Il Consorzio universitario prevede un Cda composto da tre componenti, uno nominato dalla Regione, uno dal rettore dell’Università di Catania, uno dall’assemblea dei soci. "L'aspetto normativo a nostro avviso pesa meno del dato politico e istituzionale - proseguono Campo e Hassen -: il Consorzio non è un ente qualsiasi. È un presidio di sviluppo culturale e sociale, un istituto accademico di alta formazione, pertanto dal punto di vista politico arriva un segnale fortemente diseducativo. E qui emerge una responsabilità specifica: una volta che due nomine erano già state espresse (Regione e rettore), l’assemblea dei soci - ovvero, Alui e il Comune di Ragusa guidato da Peppe Cassì - avevano la possibilità di evitare tale composizione discriminatoria. Invece con la scelta di Filippo Spadola, sulla cui figura e competenze nulla abbiamo da obiettare, ha fatto una scelta unilaterale che oggi espone l'amministrazione comunale di Ragusa a una contestazione normativa e a una evidente figuraccia istituzionale».