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la storia

Fiori sui rifiuti in Sicilia: giovani artisti trasformano la spazzatura in arte e speranza

L'iniziativa di tre giovani che puntano a far cambiare volto agli oggetti dimenticati facendoli diventare installazioni artistiche e riflessioni sulla sostenibilità urbana

Domenico Russello

08 Gennaio 2026, 08:59

Fiori sui rifiuti in Sicilia: giovani artisti trasformano la spazzatura in arte e speranza

C’è un luogo dove l’indifferenza regna: le strade piene di rifiuti, oggetti abbandonati, materassi e sedie dimenticate. Ma tre giovani siciliani hanno deciso di cambiare lo sguardo di chi li attraversa ogni giorno. Luca e Alessandro Greco, di Gela, e Giulia Mancuso, di Piazza Armerina, hanno preso pennelli e colori e hanno trasformato ciò che il mondo considera spazzatura in fiori, simboli di bellezza e speranza.

L’iniziativa, già nota a Milano, dove i tre vivono e studiano, è tornata in Sicilia con l’inizio delle vacanze di fine anno. Passeggiando per il centro storico, i giovani artisti hanno trovato due antiche sedie abbandonate: ciò che poteva sembrare degrado è diventato una piccola installazione artistica, celebrata sui social e condivisa da migliaia di persone.

«Disegnare fiori sui rifiuti non è solo decorare» – spiega Luca Greco, studente di interior design – «È un modo per far riflettere chi ci cammina accanto, perché spesso ciò che ci circonda passa inosservato. Vogliamo che la città diventi uno spazio di bellezza e consapevolezza».

Il progetto ha suscitato reazioni emozionali: cittadini che mai avrebbero guardato un materasso abbandonato si sono fermati, hanno sorriso e condiviso il messaggio sui social. Alcuni hanno persino raccolto gli oggetti decorati, scrivendo messaggi di gratitudine ai ragazzi.

Oltre all’arte, c’è un messaggio potente sulla sostenibilità: molti dei rifiuti erano ancora utilizzabili. Il gesto semplice ma poetico dei tre artisti invita a riflettere sul consumo, sul rispetto dell’ambiente e sul valore delle piccole azioni quotidiane.

Tra colori vivi e spontaneità, la spazzatura si trasforma in poesia urbana. E in Sicilia, grazie a Luca, Alessandro e Giulia, il pubblico riscopre che anche nei luoghi più trascurati può nascere la bellezza, basta qualcuno disposto a vederla e a dipingerla.