11 gennaio 2026 - Aggiornato alle 10 gennaio 2026 23:45
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La storia

A Trapani il business a mare, tra interventi disposti a Palermo e un problema che va avanti da anni

L’invasione della posidonia e la rimozione sulle spalle di "mamma Regione" dopo le vicende burrascose

10 Gennaio 2026, 10:45

11:54

Trapani

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L’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità ha stanziato 526 mila euro per la rimozione e lo smaltimento della posidonia accumulata nel porto di Marinella di Selinunte, con l’obiettivo dichiarato di ripristinare condizioni minime di sicurezza e funzionalità dello specchio acqueo. I lavori sono in fase di appalto e dovrebbe cominciare a marzo, ma per residenti, pescatori e operatori turistici si tratta dell’ennesimo capitolo di una vicenda che si trascina da anni, senza che venga mai affrontata la radice del problema.

Appena un anno fa (nella primavera del 2025) la Regione Sicilia, era già intervenuta con un dragaggio che aveva consentito di rimuovere la posidonia, ma non di smaltirla. L’assessorato alle Infrastrutture aveva previsto di reimmettere in mare il materiale, classificato come “pura posidonia”, ma l’assessorato al Territorio e Ambiente aveva bloccato l’operazione, imponendo lo smaltimento. Le risorse disponibili, però, non erano sufficienti e così tonnellate di piante acquatiche sono rimaste sull’arenile, trasformandosi in un problema igienico, ambientale e turistico. Un “corto circuito regionale” che ha generato proteste, malcontento e un senso diffuso di abbandono.

L'estate è trascorsa con le montagne di posidonia ferme sull'arenile. Oggi, dopo mesi di attesa, arriva un nuovo finanziamento, questa volta per lo smaltimento. Ma il nodo centrale resta irrisolto. La posidonia continuerà a tornare finché non si interverrà sulla conformazione del porticciolo, che intrappola la pianta marina spinta da venti e correnti. Una criticità nota da tempo, segnalata da tecnici, pescatori e amministratori locali, ma mai affrontata con un progetto strutturale.

Ogni anno si ripete lo stesso copione: interventi tampone, spese ingenti, soluzioni temporanee che non impediscono il ripresentarsi del problema. «Bisogna andare oltre gli interventi tampone» - denuncia il sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentinila pensa come me anche l’assessore regionale Alessandro Aricò». Il Comune dispone già di un progetto specifico per il porto, ritenuto in grado di risolvere definitivamente la questione. «Abbiamo convocato le conferenze di servizio per aggiornarlo – spiega Lentini – e puntiamo a uno stralcio immediatamente finanziabile, un primo passo per ridare dignità all’area di Marinella. La Regione sa che stiamo lavorando in questa direzione e speriamo che il governo assegni presto le risorse necessarie».

Il primo cittadino non se la sente di garantire che la Regione financerà in tempi brevi il progetto. Sa bene che le dinamiche della politica non consentono di azzardare passi in avanti. Lo scorso giugno, pressato dai cittadini e dai miasmi maleodoranti della posidonia in decomposizione, il sindaco aveva firmato un’ordinanza contingibile e urgente per imporre alla Regione la rimozione del materiale accumulato dopo il dragaggio. L’amministrazione comunale era pronta ad agire in via sostitutiva, addebitando i costi all’assessorato regionale, ma l’intervento si è fermato: in piena stagione estiva, avviare lavori di due settimane avrebbe penalizzato bagnanti e pescatori, aggravando ulteriormente il danno d’immagine per una località a forte vocazione turistica. Si è dovuto attendere l’autunno per avere la certezza della volontà politica e del decreto di finanziamento. Nel frattempo, la posidonia è rimasta lì, simbolo di una gestione frammentata e di una mancanza di visione che continua a pesare su un territorio che vive di mare, pesca e turismo. E mentre si annunciano nuovi interventi, resta la sensazione che si continui a spendere senza programmare, affrontando solo gli effetti e mai le cause.

Tutto questo senza dimenticare che la posidonia, percepita come un “problema” quando si accumula sulle spiagge o nei porti, in realtà è una delle risorse naturali più preziose del Mediterraneo, con funzioni ecologiche complesse e fondamentali per l'habitat marino.