11 gennaio 2026 - Aggiornato alle 04:51
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Il caso

Gela: il patrimonio archeologico del “tutto chiuso”, il custode va in pensione e il sito delle mura non apre

Aperture ridotte e mesi di buio: le mura timoleontee di Caposoprano abbandonate per carenza di custodi e silenzio dei vertici

Maria Concetta Goldini

10 Gennaio 2026, 16:06

16:10

Gela: sito archeologico delle mura timoleontee aperto a singhiozzo, mai nel fine settimana

A novembre il sito archeologico delle mura timoleonteee di Caposoprano è stato aperto per un totale di soli otto giorni, esclusivamente al mattino e mai nel fine settimana.

A dicembre chiusura totale. Mentre il centro storico brillava di luci e colori natalizi, alle mura timoleontee lo scenario lugubre del buio pesto e dei cancelli perennemente chiusi. Nessun annuncio sui giorni di apertura è stato pubblicato, come di consuetudine, sulle pagine social del Parco archeologico di Gela a dicembre. Solo un post di auguri natalizi che ha un sapore amaro per la città. Quindi: sito chiuso per tutto dicembre. Ad agosto fu aperto per soli tre giorni e sembrava il minimo storico. Ma è successo di peggio.

A gennaio la musica si ripete. La prima decade del mese è finita senza la comunicazione dei giorni mensili di apertura. Dalle voci che circolano la causa sarebbe il pensionamento dell’unico custode a scavalco per il sito e il museo archeologico che, lo ricordiamo, è ancora chiuso dopo anni per lavori di ristrutturazione. Se così è, c’è da pensare seriamente che il sito di Caposoprano rimarrà chiuso a lungo. Il 2026 inizia così come è finito il 2025 con Gela che resta la città del “tutto chiuso” dai siti archeologici ai due musei. E la luce in fondo al tunnel non si intravede. Sul campo non sembrano esserci soluzioni ai problemi della carenza di custodi e la gestione del patrimonio archeologico. I vertici dei Beni culturali non le hanno comunicate né al sindaco né alla città.