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Società

Giarratana e Sant'Antonio abate, l'emozione della traslazione

Il tradizionale rito si è consumato in basilica e segna l'avvio dei festeggiamenti

Alessia Cataudella

12 Gennaio 2026, 09:29

Giarratana e Sant'Antonio abate, l'emozione della traslazione

Il simulacro di Sant'Antonio abate dopo la traslazione in basilica

Con il festoso scampanio delle campane e una salva di colpi di cannone, la comunità di Giarratana ha inaugurato i tradizionali festeggiamenti in onore di Sant’Antonio abate. Sabato scorso, in basilica, i membri del comitato organizzatore e numerosi devoti, guidati dal vicario parrocchiale, il sacerdote Johns Avuppadan, hanno reso omaggio al simulacro seicentesco del santo, che quest’anno celebra il IV centenario dalla sua realizzazione.

Particolarmente partecipato il rito della traslazione dall’omonima cappella all’altare maggiore, momento denso di significato simbolico che, di anno in anno, rinnova il profondo legame tra la cittadinanza e la figura di Sant’Antonio abate, nell’ambito di una delle ricorrenze religiose invernali più sentite del territorio. Le celebrazioni di ieri sono state dedicate ai riti in suffragio delle vittime del terremoto del 1693.

Domani, martedì 13 gennaio, alle ore 18, è prevista in basilica la celebrazione eucaristica animata dal comitato di Sant’Antonio abate; alle 19 seguiranno un momento di preghiera e un’agape fraterna con tutti i componenti del comitato. La serata è aperta alla partecipazione di tutta la comunità.

Sostengono i solenni festeggiamenti, che prevedono una doppia processione domenica 18 gennaio, anche realtà del territorio come la Gali Group Trasporti & Logistica di Ispica, incaricata della cura dell’aspetto mediatico della manifestazione e da tempo attenta alla valorizzazione degli eventi che animano i piccoli centri dell’area iblea. L’avvio del triduo è fissato per giovedì 15 gennaio.