Attualità
Buche stradali nelle borgate a mare di Scicli, Scimonello: "Superato il senso della vergogna"
L'ex assessore comunale dipinge un quadro impietoso e sollecita l'intervento dell'amministrazione
Una delle buche censite da Scimonello
Buche e degrado lungo le strade di Scicli e delle borgate di Donnalucata, Cava d’Aliga, Sampieri e Playa Grande hanno raggiunto proporzioni allarmanti, trasformandosi nella forma di dissesto più diffusa e rischiosa per la sicurezza degli utenti della strada.
A denunciarlo è Guglielmo Scimonello, già consigliere comunale e assessore alle Manutenzioni, che si fa portavoce delle istanze dei residenti, parlando di “una situazione insostenibile e scandalosa”.

“Numerosi cittadini mi contattano e mi scrivono per segnalare il dissesto della viabilità e l’annoso problema delle buche che, col trascorrere del tempo, sono diventate piccoli crateri molto pericolosi per la circolazione”, afferma Scimonello.
E aggiunge che non è solo una questione di decoro urbano: il nodo è umano, perché sarebbe venuto meno il senso di responsabilità e di vergogna.
Denunciare abbandono e incuria in molte aree della città e delle frazioni, incluse le strade del cosiddetto “salotto buono”, sarebbe diventata un’azione ormai inefficace, incapace di scuotere le coscienze di chi ha competenze e doveri d’intervento.
Secondo Scimonello, l’alibi della scarsità di fondi non regge più, soprattutto “alla luce degli 89.000 euro spesi per le festività natalizie”.

Come ripetutamente evidenziato anche a livello mediatico, i costi dei rattoppi e dei risarcimenti per i danni causati dalle buche supererebbero quelli necessari a garantire un’adeguata manutenzione ordinaria.
A ciò si aggiunge il capitolo delle entrate derivanti dalle “multe”: il 50% delle somme incassate, ricorda l’ex assessore, in base all’articolo 208 del Codice della Strada dovrebbe essere destinato alla cura della rete viaria — carreggiate, marciapiedi, segnaletica, illuminazione — con l’obiettivo di migliorare la circolazione e prevenire gli incidenti.
“Non sorprenda, allora, se di fronte all’omissione di un obbligo o al malfunzionamento di un servizio essenziale, i cittadini imputano responsabilità a questa amministrazione, che mette a rischio la viabilità e l’incolumità pubblica”, incalza Scimonello.
Al di là delle risorse, sottolinea, il problema del decoro e della manutenzione è soprattutto culturale e gestionale: manca la capacità di programmare, vigilare e intervenire prima che sia troppo tardi.
“Non basta istituire un assessorato al decoro urbano o alle manutenzioni, se prima non si recupera la ‘cultura della vergogna’ per impedire la fuga dalle responsabilità o, peggio, dalla legalità.”